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I LEONI SULLE MADONIE

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Domenica 23 novembre 1919: si corre la decima edizione della Targa Florio, che è già la più affascinante e difficile delle corse su strada, in attesa della Mille Miglia che nascerà soltanto nel 1927. È anche la prima competizione motoristica che si disputa dalla fine di quella che sarà chiamata Grande Guerra.
Sono trascorse poco meno di otto ore da quando i piloti hanno preso il via per affrontare per quattro volte i 108 chilometri del circuito “medio” delle Madonie, che da Cerda tocca Caltavuturo, Polizzi, Collesano e Campofelice, e nuovamente Cerda.
Ecco che finalmente appare sul rettilineo d’arrivo una vettura blu contrassegnata dal numero 5 che, per evitare degli spettatori troppo … entusiasti, va in testacoda. Con grande sangue freddo il pilota – una vera e propria maschera di polvere ed olio – taglia il traguardo a marcia indietro. Il regolamento vuole, però, che la linea finale sia tagliata in senso di marcia. Niente paura! Spinta da meccanici e da volenterosi la vettura numero 5 può ripete l’operazione nel modo corretto e con tutta calma, visto che il secondo arriverà mezzora dopo.

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È così che matura la prima delle dieci vittorie Peugeot ne “a Cursa”. Autore dell’impresa è il ventottenne francese André Boillot, uno dei più forti piloti dell’epoca, che fa suo anche il giro più veloce: 1h54’26″2/5 a 56,623 km/h di media.
Boillot è al volante della Peugeot L25, una vettura dalla storia interessante. Costruita nel 1914 per partecipare alla Coupe de l’Auto sul circuito dell’Auvergne, cancellata per lo scoppio della guerra, e dopo essere stata impiegata per gli spostamenti rapidi dei dirigenti del Marchio, nel maggio 1919 corre a Indianapolis, dove assiste alla vittoria di un’altra Peugeot, sempre classe 1914, ma di tipo diverso.
La L25 della Targa Florio è una due litri e mezzo, quattro cilindri in linea – alesaggio e corsa 75 x 140, 2.472 cc – a valvole in testa comandate da due alberi a camme, capace di una potenza di 80 CV a 3.000 giri/min, con cambio quattro marce. La frizione è a cono di cuoio, i freni a tamburo da 350 x 50 sulle quattro ruote.
Poi, André Boillot e Peugeot si ripeteranno altre due volte sulle Madonie, nella Coppa Florio del 1922 e del 1925, quando il trofeo, messo in palio per la prima Casa capace di vincere due edizioni, viene definitivamente assegnato al Leone.
Per rivedere il Leone alla Targa bisogna attendere il nuovo format rally che dal 1978 assume la “Cursa”.

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Accade nel 1998 per opera di una 306 Rallye guidata dal trentino Renato Travaglia. Questa edizione, la numero ottantadue, si corre a fine ottobre, domenica 25, quando i colori delle Madonie sono tipicamente autunnali, pur mantenendo tutto il loro fascino. Si parte dallo Stadio della Favorita a Palermo, e c’è aria di derby tra i due piloti Peugeot, “Renauto” e “Pigi” Deila, praticamente appaiati in testa al campionato alla vigilia dell’ultima gara.
Ed è la Targa a decidere con un … gol nei primi minuti sul campo (leggi prova speciale) di Termini Imerese. Deila rimane con il cambio bloccato in prima nella P.S. inaugurale e dovrà proseguire così fino all’assistenza di Lascari.
Ma anche con Travaglia e la Peugeot 306 ormai campioni 2RM per la terza stagione consecutiva (la quarta per Renato), lo spettacolo non manca. “Pigi” si produce in una furiosa rimonta e vince le rimanenti sette PS risalendo fino alla terza posizione di una top ten che vede altre Peugeot al settimo, ottavo, nono e decimo posto!

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Siamo ormai negli anni Duemila. Nel 2001 la Targa Florio numero 85 è in programma, con validità per il Campionato Italiano e per l’Europeo, dal 16 al 18 novembre, quasi nella stessa data del primo successo di André Boillot nel secolo precedente. Il Leone fiuta la preda affidandosi alla 306 Maxi che con le sue spiccate caratteristiche corsaiole si adatta perfettamente alle impegnative strade delle Madonie. Gianluca Vita, solido rallyman toscano, e Alessandro Mari con la vettura dell’AutoSportItalia, la struttura tecnica che fino al 2000 ha curato le macchine ufficiali, conducono una corsa di testa dall’inizio alla fine respingendo gli attacchi di Alex Fiorio e dell’idolo di casa Salvatore Riolo, la cui esclusione dalla gara provoca qualche malumore un po’ troppo acceso e il conseguente annullamento delle ultime quattro P.S.
A tacitare le polemiche neanche sei mesi più tardi è la stessa Peugeot 306 Maxi che permette al pilota di Cefalù di prendersi una clamorosa rivincita. Questa volta Totò, in coppia con Maurizio Marin, eredita il primo posto da un Renato Travaglia finito KO a tre prove dalla fine per un problema al cambio della sua 206 WRC ufficiale. È una giornata storica perché al Foro Umberto I di Palermo la Peugeot regala il primo successo nella Targa versione rally a un pilota siciliano.
Sulla scena dell’isola irrompono nuove protagoniste, in particolare la 207, la prima S2000 di Peugeot che farà incetta di trofei. Nel 2008 la 207 S2000 è matura per conquistare il campionato tricolore, al pari di Luca Rossetti, pilota friulano cresciuto nelle serie promozionali del Marchio. La loro prima vittoria assoluta stagionale è proprio alla Targa Florio, con una condotta di gara “flag-to-flag”. Questa affermazione è la quinta del Leone sulle Madonie. Per realizzare questo “pokerissimo” ci sono voluti novant’anni a cavallo di due secoli.

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Molto meno, ed è storia di oggi, sarà necessario per arrivare a quota dieci, perché dal 2011 si abbatte sulle Madonie il “tornado Peugeot-Andreucci”, che prima con la 207 S2000 e poi con la 208 T16 (nel 2014 prima vittoria italiana della vettura) stabiliscono record su record, coprendo in pratica il 10% dell’intero albo d’oro. La coppia Peugeot-Andreucci si afferma, infatti, nelle edizioni del 2011, 2013, 2014, 2015 e 2016.

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Insomma, non poteva che essere una Peugeot, lo splendido felino ambito sia dagli sportivi sia dall’utenza di tutti i giorni, a far festa grande in occasione della centesima edizione de “a Cursa”!

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