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Peugeot RCZ ha conquistato la terza vittoria consecutiva (categoria SP2T) alla 40esima edizione della 24 Ore di Nürburgring. La seconda RCZ in gara è salita sul terzo gradino del podio.

Detta in questo modo, quella di domenica scorsa, sembra l’ennesima affermazione di Peugeot in una competizione internazionale. Invece, è molto di più, perché quella tedesca è da sempre una gara per macchine “vere” e per piloti tosti.
La 24 Ore del Nürburgring è davvero una corsa unica. Si inizia dall’imponente schieramento (quest’anno formato da 166 vetture, fatte partite a scaglioni, per ovvie ragioni di sicurezza) e si prosegue con il circuito, soprannominato dai piloti “inferno verde”, che combina il tracciato utilizzato per il Gran Premio di F1 ed il micidiale anello nord (Nordschleife). Venticinque chilometri – un centinaio le curve – senza via di fuga degna di questo nome. Il tutto immerso nei fitti boschi dell’Eifel.
Quando si viaggia ad oltre 200 orari e la fatica comincia a farsi sentire, per un pilota poco esperto è facile perdere l’orientamento in questo inferno verde, specie nel buio della notte. La prossima curva sarà a sinistra o a destra? La pista sarà in salita, oppure mi aspetta un bel salto in discesa? Sempre con l’adrenalina al massimo, perché se sbagli c’è la dura realtà del guard-rail, sempre troppo vicino. I veterani del Nordschleife danno un solo consiglio ai pivelli: «Se non sai dove sei, guarda la cima degli alberi. Almeno saprai da che parte devi curvare. Poi, sono fatti tuoi!».
Una corsa unica, quella del Nürburgring anche per il contorno di oltre 300mila spettatori che, fino a non molte tempo fa, partecipavano attivamente alle vicende della 24 Ore. Infatti, i piloti partivano con dei gettoni telefonici nelle tasche della tuta. In caso di guasto meccanico o incidente lungo il tracciato li davano a qualche volenteroso del pubblico affinché avvertisse il box dell’accaduto. Oggi ci sono i telefonini (la radio di bordo non sempre è in grado di comunicare quando si è nel folto della foresta), ma è rimasto intatto lo spirito di avventura, di sfida che piace tanto alla gente.
Per tutto questo la vittoria della Peugeot RCZ Racing Cup numero 100 di Englert-Palette-Roman-Reuflin ed il terzo posto della Peugeot RCZ Racing Cup numero 101 di Bohrer-Caillet-Piguet- Nett hanno un gusto del tutto particolare che nessun Gran Premio di F1 può dare!

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