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Con una gara d’anticipo, il Team Peugeot Hansen si è laureato a Franciacorta (Brescia)
campione del mondiale Rallycross, grazie alle cinque vittorie e agli undici podi stagionali.
Nonostante un weekend in chiaro scuro, in cui le vetture del Leone si sono fermate in
semifinale, sono arrivati comunque i punti decisivi per la conquista aritmetica del titolo iridato Team prima dell’ultimo appuntamento a Rosario, in Argentina, il 28 e 29 novembre prossimi.

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Il titolo concretizza i progressi di una squadra nata solo all’inizio della scorsa stagione e che ha visto come grande protagonista la Peugeot 208 WRX, capace di diventare nel corso
dell’anno la vettura di riferimento della categoria. A completare il successo del weekend bresciano, il diciasettenne Kevin Hansen, pilota del Peugeot Red Bull Hansen Junior Team, ha conquistato il campionato RXLites, serie che mette a confronto tutte le migliori speranze della disciplina.

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Kenneth Hansen, Team Principal: «Vincere il titolo mondiale è una sensazione fantastica. È il frutto di un lavoro fantastico che abbiamo svolto nel corso della stagione. È la conferma che siamo il miglior team, non solamente perché vinciamo ma soprattutto perché lavoriamo tutti nella stessa direzione. L’anno passato abbiamo lanciato il progetto in ritardo, praticamente quando stava iniziando la stagione, abbiamo lavorato intensamente per essere competitivi e quest’anno siamo riusciti a presentarci nelle migliori condizioni. La vettura è stata sviluppato molto, prima dell’estate abbiamo fatto degli step importanti ed ora siamo il team da battere».

Timmy Hansen: «Essere campioni del mondo è una sensazione bellissima che cancella in
parte l’amarezza di una gara qui in Italia che non è andata come avrei voluto: avevamo una buona velocità di punta ma eravamo meno performanti nelle partenze. Al via della semifinale, proprio per questo motivo mi sono trovato in mezzo alla bagarre e sono stato stretto contro il muro di gomme. La mia gara si è fermata li, così come la rincorsa al titolo piloti. Le mie possibilità di ribaltare la situazione ad una gara dalla fine sono minime».

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