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Per la prima volta nella sua storia la Dakar ha portato i concorrenti auto in Bolivia. La prima speciale della Tappa 7 è salita fino a 3.500 metri di altitudine prima tuffarsi in valli fangose. Gli equipaggi si sono confrontati con condizioni meteo estreme che hanno prodotto uno dei terreni più difficili incontrati in questa edizione.

A questo si è aggiunto un nuovo fattore: la tappa maratona. I concorrenti, infatti, hanno lasciato il bivacco di Inique sapendo che alla fine della speciale oggi non avrebbero potuto fare affidamento sull’assistenza meccanica notturna.

Poco dopo delle 5 del mattino, ora locale, Peterhansel ha cominciato a tracciare il proprio cammino sul percorso di trasferimento conducendo la Peugeot 2008 DKR verso i 321 km di speciale. Subito dall’inizio della speciale s è capito che l’undici volte vincitore della Dakar era in forma e motivato a recuperare delle posizioni in classifica. Il francese, accompagnato dal suo copilota Cottret, ha staccato il secondo tempo al primo controllo orario per poi controllare la corsa della sua vettura – quando le condizioni meteo son diventate proibitive – per conquistare un settimo posto di tappa che gli permette di risalire ottavo in classifica generale.

Cyril Despres, uno degli 80 piloti di auto rimasti in gara tra i 137 concorrenti partiti da Buenos Aires, ha affrontato la giornata da una posizione piuttosto vantaggiosa visto che era già stato protagonista in passato con le moto di questa tappa maratona. Vincitore della Dakar cinque volte, era cosciente di quello che rappresenta non fare affidamento ai propri meccanici per una notte. Despres è arrivato 24esimo al bivacco di Uyuni, risultato che ora lo posiziona 35esimo nella generale.

Stéphane Peterhansel: «Prima abbiamo corso per un’ora sotto la grandine, dopo sotto temporali terribili che buttavano sulla 2008 DKR delle ondate d’acqua. Le piste si sono trasformate in un pantano: è stato un incubo. A un certo punto, ho davvero pensato che sarebbe stato impossibile completare la speciale. Con tutto il fango, questa tappa è stato molto difficile per le nostre due ruote motrici. Questa speciale rimarrà a lungo nella mia memoria. In queste condizioni, devo ammettere che 10 minuti di ritardo dal primo sono buon risultato per noi»

Cyril Despres: «La Peugeot 2008 DKR è uscita incolume malgrado le condizioni estreme che abbiamo incontrato oggi. Ero dentro un guado quando abbiamo visto un’ondata d’acqua arrivare, appena il tempo di capire e di uscirne che siamo caduti dentro un altro pieno d’acqua come il primo. Dopo sole sette speciali di questa Dakar ho tanti aneddoti da raccontare come quelli che ricordo negli ultimi sette anni».

Bruno Famin, direttore Peugeot Sport: «Le nostre due vetture hanno superato una giornata veramente difficile, senza avere problemi, senza forare e questo è un bel risultato. Ancora una volta, Stéphane ha lottato per vincere la speciale fino a quando le condizioni atmosferiche non lo hanno rallentato. Siamo coscienti, da quando abbiamo deciso di puntare su una due ruote motrici, che questo sarebbe stato penalizzante nei fondi fangosi e nel pantano. Per quanto riguarda Cyril, dopo aver affrontato le dune nella notte e i rovesci temporaleschi in Bolivia, ha accumulato un bagaglio di esperienza incredibile nella guida con le quattro ruote. Dopo aver parlato al telefono con i nostri equipaggi ed aver verificato il road book finale, gli abbiamo fornito una lista di verifiche da effettuare sulla vettura e le istruzioni per essere preparati il meglio possibile per la seconda parte della tappa »

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