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Checché se ne dica, l’anima vera del rally è fatta di terra, polvere e tanto sudore. È sulla terra che si esaltano le qualità del pilota; è sulla terra che risalta la “prestanza” della vettura.

Per un pilota guidare sulla terra impone un cambiamento non solo nell’assetto della sua auto, ma anche mentale.

Per staccare il tempone, deve aggiungere all’indispensabile grinta agonistica una maggior sensibilità di guida ed una certa dose di improvvisazione, per “riprendere” la vettura in situazioni critiche.

Questo in teoria … ma in pratica? Lo spiega Paolo Andreucci nel secondo video della serie “Io la guido così”.

Dopo la prima dedicata alla guida sportiva sull’asfalto, in questa seconda puntata il pluricampione pilota di Peugeot Sport Italia porta gli appassionati a bordo della 208 T16, con cui disputa il Campionato italiano rally, sui veloci ed insidiosi sterrati tipici dell’interno delle Marche.
Anche con l’ausilio di spettacolari riprese aeree, Andreucci spiega in “presa diretta” i segreti ed i pericoli della guida sportiva in questa particolare situazione.

Una lezione del “professor” Andreucci che i tifosi apprezzeranno, nonostante l’ironico (e affettuoso) commento a fine prova della sua navigatrice Anna Andreussi: «Sei più bravo a parlare che a guidare!».

 





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