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I sensi sono potenti strumenti suscitatori di memorie. Un profumo, un sapore, un suono ed ecco riemergere qualcosa che avevamo dimenticato. O, meglio, seppellito da qualche parte del nostro cervello. È ciò che è successo il 10 maggio scorso agli spettatori – di sicuro ai più … aged di loro – presenti al via del Tour de Corse 2012, quando hanno visto scattare l’apripista della prima Speciale.

Quella livrea così moderna eppure così familiare … con quelle strisce rosso-blu-giallo-azzurro che sottolineavano e slanciavano le fiancate della 208 R2 che si avventava sulle prime curve della P.S. con la stessa grinta e con la stessa voglia di stupire di sua “nonna, che 28 anni fa, proprio qui in Corsica, riportò Peugeot in cima alle cronache sportive mondiali.

Fu proprio al suo esordio, al Tour de Corse del 1984, che la giovanissima 205 Turbo 16 spiazzò tutti gli avversari. Erano i tempi delle potentissime Gruppo B, quelle da 400 e passa cavalli nella schiena di pilota e navigatore.

Ari Vatanen, che non aveva mai visto le strade della Corsica e che non amava certo l’asfalto, demolì la concorrenza, speciale dopo speciale, finché non cappottò dopo essere scivolato su una pozza d’acqua. Nello stesso giorno, il compagno di squadra Jean-Pierre Nicolas riuscì a percorrere, per l’unica volta nella storia di quel rally, la speciale Liamone-Suariccio in meno di un’ora, concludendo il Tour al quarto posto.

Ora tocca alla nuova R2, la versione da rally della nuova 208, scrivere un capitolo di quella storia sportiva iniziata con la 205 T16 e proseguita con la 206 WRC e la 207 Super 2000. Non a caso, sottolineano in Peugeot, «abbiamo voluto fondere lo spirito della 205 e della 206 e la funzionalità della 207 nella modernità della 208».

La R2 è la versione destinata ai clienti sportivi, ma a fine anno arriverà la 208 R5, che prenderà il posto di quella Peugeot con cui Paolo Andreucci sta dominando anche quest’anno l’Italiano rally. Gli avversari sono avvisati!

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