CONDIVIDI

 

In Sardegna abbiamo vinto l’ultima gara del campionato 2012. Sul podio, assieme a me e ad Anna, con le parrucche tricolore tutti i ragazzi della squadra: Bubi, Alessandro, Gianluca , il Polipo e Filippo, che sono i nostri angeli custodi, la Pia e il Capo, Michele, Eugenio e Carlo, i ragazzi del catering. Tutti sul podio a festeggiare il quarto titolo consecutivo. Perché alle vittorie non ci si abitua mai. Tutte sono indimenticabili.

 

Anche se era ininfluente per il campionato, che avevamo già vinto, il rally sardo è andato alla perfezione. Anna mi ha confessato a fine gara che avevo guidato come poche altre volte quest’anno, forse perché avevo la mente libera dai calcoli per il punteggio del campionato.

 

Ora vi racconto un retroscena che pochi conoscono, avvenuto durante quella gara. Poiché le prime due speciali, veramente insidiose, ci erano completamente sconosciute, Anna aveva escogitato, almeno per la prima, un sistema empirico per capire come stavamo andando rispetto alla concorrenza.

 

Aveva chiesto al nostro amico Mauro, grande appassionato che ci segue nelle nostre avventure, di andare lungo la prova. Se il nostro tempo fosse stato il migliore, doveva saltare e alzare le braccia. A metà prova lo abbiamo visto correre come un pazzo a lato strada con le braccia alzate. Così abbiamo capito che stavamo andando fortissimo.

 

D’accordo, è stato un metodo molto approssimativo, poco tecnologico per ricevere gli intertempi, ma che nell’occasione ha funzionato benissimo. Almeno per noi.

 

Paolo Andreucci 

Campione italiano 2012 con Peugeot 207 Super2000

 

NESSUN COMMENTO

LASCIA UN COMMENTO