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El Chalten – La Leona
Km: 110
Progressivo km: 1161
Altimetria: 415 mt.

 

“Una delle piu’ spettacolari formazioni geologiche che la crosta terrestre abbia mai lanciato verso il cielo”, come ebbe a descriverla Lionel Terray nel 1921, lentamente se ne va alle mie spalle. Fitz Roy, Cerro Torre, Poincenot, adiòs meraviglie della natura. Mentre pedalo verso sud-est sulla Ruta 23, adesso alla mia destra c’è una nuova enorme macchia di colore verde blu, che con i suoi colori saturi e la sua dimensione rompe la tonalità di una Patagonia incredibilmente diversa, quella argentina. E’ il lago Viedma che oggi mi accompagna per 110 km fino alla destinazione della tappa numero 10, una minuscola oasi nel deserto che si chiama La Leona. Un piccolo hotel e un cafè sgangherato su cui piombano come falchi ad intervalli regolari i colectivi, i torpedoni pieni di gente da e per El Calafate.

 

La laurea in Carretera Austral, conseguita dopo 1000 km di terreno e condizioni impossibili mi dà una certa sicurezza per quello che mi attende nel resto del viaggio, ben sapendo che il solo fatto di rimettere le gomme sull’asfalto è un vantaggio strategico di enorme portata. Niente piu’ energia dispersa per il poco grip, niente piu’ ruota motrice che scarica l’energia della pedalata a corrente alternata per le calaminas, niente piu’ colpi micidiali al carbonio della mia Solaris, che per inciso ne è comunque uscito indenne.

 

La strada scivola liscia e perfettamente asfaltata, lunghe prospettive ed orizzonti vasti mi portano adesso in un mondo fatto di spazi senza barriere, di cielo e di nuvole bianche che corrono, di terra rossa e di cespugli tipici del deserto, gli stessi che si possono trovare nel Mojave, sull’Atlante o in qualsiasi altro paesaggio desertico.

 

Il vento a sfavore arriva quasi subito ma per fortuna non è della famiglia letale provata nel penultimo giorno sulla Carretera, e cosi la velocità è sostenuta e i km volano. Dopo 85 km svolto a destra e un cartello su cui svetta un’aquila nera conferma che mi trovo sulla Ruta Nacional 40, vero e proprio patrimonio nazionale argentino, sarà la mia nuova musa che punta a sud.

  

Andrea Tozzi

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