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Kyoto.

 

I giapponesi non conoscono la negazione. Tra tutti gli aspetti bizzarri di questo paese, la mancanza del “no”, è quello che mi colpisce di piu’. Chiedete un’indicazione stradale, se si puo’ fare una certa cosa o se c’è un prodotto che vorreste, e la risposta, nel caso sia negativa, sarà sempre un tentativo di ricordare per guadagnare tempo (solitamente portandosi una mano al mento), un “ci sto pensando”, oppure un “non ricordo”, mentre in realtà, la risposta giusta sarebbe appunto “non lo so”, oppure “no”. Ma nessuno vi dira’ mai “no”. Piuttosto invecchierete nel tentativo di capirci qualcosa.

 

 

Difficile comprenderlo, ma è cosi. I giapponesi sono l’unico popolo che per dire “no”, usa un “si”. Perche dopo un quarto d’ora che le vostre domande saranno state disattese, l’unica cosa che vi verrà in mente di dire è: “non si puo’ fare?”. E la risposta, sarà “si”, quasi sicuramente seguita da un “sorry”.

 

 

Ma questo paese, fonte di infinito stupore per noi occidentali, è molto, molto di piu’. Qui non esiste la microcriminalità. Le parole furto, danno, violazione, semplicemente non esistono. Per strada, ovunque, bici e motorini sono lasciati, di notte e di giorno, senza alcun lucchetto o custodia. Dimenticate il portafoglio su un tavolo di Shibuya e al 100% lo ritroverete. Una cosa inconcepibile nel nostro paese.

 

 

Un’altra cosa che testimonia l’unicità del Giappone: mai, in nessun altro paese al mondo, avrete la sensazione di vivere dentro un cartone animato come l’avrete in questa nazione. Dai segnali stradali ai milioni di manga che popolano vetrine, scaffali e musei, il Giappone è un’esperienza fumettistica imperdibile. Nei vagoni della metro’ con i suoi orsacchiotti, nei piccoli cantieri stradali e nelle vetrine dei negozi, i profili familiari dei personaggi manga, con cui molti di noi sono cresciuti, saranno i protagonisti assoluti. Una terra incredibile.

 

 

Intanto Kyoto stà per essere salutata e il circo itinerante del Peugeot World Tour, spettacoli in ogni dove e zucchero filato offerto dalla casa, sta per puntare ad un’altra, ennesima favolosa destinazione. La nostra 2008, polverosa e con qualche moscerino attaccato al parabrezza, punta adesso al cuore del Sol Levante. Le Alpi e il Monte Fuji, sono le mete successive. E piantare il nostro vessillo sulla vetta del grande padre del Giappone, il Fuji, a piu’ di 4000 mt slm, è davvero un bel modo per suggellare la nostra Avventura. Banzai Banzai!

 

Andrea Tozzi

 

 

 

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