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A Parigi, mentre preparo la RSR105 prima della partenza

Se non sbaglio ci eravamo lasciati davanti ad una tazza di thè, e davanti ad una di caffe’ ci ritroviamo. Nel mezzo ci sono un volo aereo, tante foto e soprattutto una notte agrodolce, un po’ come l’aceto di Modena. Gia’, la notte, il buio che ti avvolge e che, secondo il tuo stato d’animo e le tue condizioni fisiche, puo’ essere una coperta calda o una gelida compagna. Per me è stata entrambe le cose.

 

A Parigi, mentre preparo la RSR105 prima della partenza

Quando parto da Parigi, dopo le foto alla sede Peugeot e all’Arc de Thriompe, l’ultima luce del giorno si sfuma all’orizzonte e la consapevolezza di dover passare almeno 10 ore immerso nella totale e piu’ completa oscurità mi rende un po’ nervoso. Christopher, il gentilissimo e simpatico autista che mi e’ venuto a prendere all’aeroporto, pensando a quello che sto per fare mi dice “non posso credere che stanotte pedalerai tutta la notte nella campagna da solo!”. Lo guardo, sorrido e gli rispondo “neppure io!”. Lo saluto, accendo i led e parto, lasciandomi alle spalle insegne, clacson, persone e l’atmosfera magica della capitale. Le prime cinque ore di notturna filano via in un atmosfera surreale e rilassante. Nell’aria c’è un profumo persistente e rassicurante, la primavera esplode ovunque e in cielo, la luna piena rende tutto meno minaccioso e piu’ caldo, piu’ familiare. In piu’ la temperatura è magnifica e la campagna straordinaria.

 

All'Arco di Trionfo, pochi minuti prima della partenza

 

Arrivo in Champagne, terra di bollicine, e non posso fare a meno di pensare alle delizie che si preparano in questa zona della Francia, per strada nessuno, la campagna francese è deserta e punteggiata di poche e minuscole comunità che al mio passaggio, dormono al sicuro nei loro letti. E’ tutto spento, il silenzio è assordante e in tutta la notte si contano sulle dita di una mano le macchine che ho incrociato.

 

Campagna della Lorraine, alba su un nuovo giorno di avventura.

 

Dopo le prima cinque ore la musica cambia, la temperatura si abbassa bruscamente, cala la nebbia e allora i km diventano piu’ lunghi, il tempo non passa e io guardo l’orologio continuamente sperando si avvicini l’ora dell’alba. Passo un tempo lunghissimo a pedalare nella nebbia, infreddolito. Arrivano Monsieur Sonno e Mademoiselle Stanchezza, quelli veri. Pago la tensione e l’eccitazione della partenza, nonché il fatto che sono quasi due giorni che non dormo. I miei occhi diventano pesanti e allora provo a fare una micro sosta sotto una pensilina dell’autobus, in un piccolo paesino. Riparto subito, appena mi accorgo che sto congelando.

 

La fine della prima tappa con l'arrivo a Bernecourt!

 

Alle 5.30 mi rincuoro osservando quell’agognata sfumatura di rosa che sorge all’orizzonte. E’ passata, è stata lunga ma è passata, e vai!! La felicità nel vedere la luce mi ricorda quanto noi esseri umani siamo in definitiva degli esseri diurni. Gli ultimi 60 km richiedono tante soste, un micro sonno di 15 minuti e ovviamente perché no, qualche sosta in boulangerie patisserie per rinfreschi.. (abbondanti)

 

A Bernecourt, Lorraine splende adesso un sole caldissimo e dalla finestra della mia camera si direbbe che l’oscurità di stanotte non sia mai esistita. Io sono felice perché finalmente, dopo i tanti preparativi, posso far vivere questo sogno, facendolo avanzare a piccoli passi. Il primo passo, di 276 km, è stato fatto. Adesso riposo e una razzia in piena regola alla dispensa dell’albergo. Me lo merito no?

 

Alle 5 di domattina, io e la mia freccia torniamo sul campo. Ultimo giorno in Francia, domani mi aspettano circa 240 km, destinazione Freudenstadt, nel Baden-Wurttemberg, in Germania. Venite con noi?

 

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