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La mia Peugeot RSR105 in Baviera, durante la Parigi-Milano 2013

 

Una stanchezza assurda (mi sento come Hal9000 di “Odissea nello Spazio”quando viene disconnesso, farfuglia..vaneggia), cosi come la mia felicità. E’ la prima volta che sono cosi stanco e cosi contento allo stesso tempo, buffo ma vero. Stasera a Kempten Allgau, Baviera,la Parigi-Milano tocca il suo giro di boa e io tocco il cielo con un dito. Una cosa strabiliante e magica per me, che ho giustamente festeggiato con un irrinunciabile boccale di birra bavarese in un bellissimo Gasthof.

 

Ripenso alla partenza, all’atmosfera di Parigi, alle prime pedalate nella notte, ai timori e alle incertezze che immancabilmente accompagnano ogni mia avventura, ripenso a quanto adesso Parigi sia lontana geograficamente, ma invece cosi vicina nel tempo. Un secondo fa’, montavo incerto e concentrato in sella, davanti a me un sogno talmente lungo ed ambizioso che per affrontarlo ho dovuto concentrarmi passo passo, un pezzo alla volta, un micro obiettivo alla volta. Stasera alzo la testa e lo faccio con la sicurezza di chi ha il diritto di farlo, oso e spero, sento di avere le risorse necessarie per portare a termine questa visione, ancora tanta strada ma non ho piu’ timore e dentro di me c’è un fuoco incandescente, voglio tutto. E’ un tatuaggio sul cuore, è Vita al 100% e per me non ci sono altre strade.

 

La mia Peugeot RSR105 in Baviera, durante la Parigi-Milano 2013

 

Ogni metro, ogni goccia d’acqua, ogni infinita salita che ho affrontato, superato, sconfitto in questa sfida, il freddo che ho sofferto, i dolori a cui immancabilmente ci si sottopone per restare tante ore in sella, adesso, tutto questo è la benzina che nutre il mio cuore, la mia infinita passione e la mia ambizione.La Parigi Milano è la mia intensa e piu’ alta espressione di felicità e di pienezza, è la dimostrazione, ancora una volta, che nella vita usando il cuore si arriva lontano. In tutti i sensi.

 

I fantastici percorsi della Parigi-Milano 2013

 

Torniamo alla tappa di oggi e anzi scusate, prima faccio un passo indietro a ieri, capitolo Foresta Nera, che per mancanza di tempo e di energie, non ho potuto affrontare a dovere nel post di ieri. Stamani ripensavo alle tremende salite che mi si sono parate davanti, ripenso al fatto che non è normale che si debbano scalare 800-900 metri di quota in una manciata di tornanti, proporrei l’arresto immediato per gli ingegneri che hanno progettato la strada. Battute a parte, chiunque voglia affrontare la regione sappia che è davvero qualcosa di infernale, ieri sera, essendo la temperatura vicina ai 3°, sono arrivato semi congelato e bagnato fradicio. Io poi ovviamente l’ho sentita di piu’ perché affrontarla dopo già200 kmpercorsi è decisamente diverso dal farlo in piena freschezza. Però siete avvisati. Quando nel 2011, sono partito da casa mia per raggiungere Capo Nord (http://www.carmignanocaponord.it), attraversando l’intera Europa, avevo messo sul podio e in prima posizione la salita dell’Achensee, per durezza e pendenza continua. Oggi so che esiste di peggio (credo che il colore nero sia stato dato proprio da un ciclista..altro che la storia del cucu’!).

 

Il Danubio, una vecchia e gradita conoscenza

 

Oggi il montepremi si è arricchito di altri 205 km e la quota scalata, sempre consistente, è di 1879 metri. Germania, amata Germania. La conosco bene, l’ho già attraversata in bici e credetemi, se c’è un posto in cui è rilassante ed appagante usare la bici, quel posto è proprio la Germania. Piste ciclabili ovunque, verde e cura onnipresente, stradine che di dipanano tra pascoli e colline, ricche foreste e paesini pittoreschi. La mia Parigi Milano è stata, e sarà cosi dura sul piano altimetrico perché ho sempre evitato, nei limiti del possibile, ogni strada a grande comunicazione, ogni possibile concentrazione di traffico e/o grandi centri abitati. Pago le salite è vero, però ho in cambio dei paesaggi da cartolina che è difficile scordare, e ripagano di tutto.

 

La mia bici continua a trasmettermi sicurezza e versatilità, oggi in un bel tratto pianeggiante veloce ho mantenuto una velocità scandalosamente alta, sui 35-38 km/h. Paesi che volano, la freccia del gps che si sposta alla velocità di un motorino e il vento che ti sfiora. Wow! Anche in discesa non perde un colpo e sebbene sia comunque zavorrata e in qualche modo appesantita dal mini bagaglio “Revelate”, non c’è mai stata una sbandata o un accenno di perdita di controllo! Viva la mia fida RSR!

 

Concludo, prima di perdere i sensi, accennando al fatto che domani è il giorno dei giorni. E’ il D-Day. Il giorno in cui in palio c’è il superjackpot. Il programma è di lasciarela Germania, attraversare l’Austria via Innsbruck e infine dare la scalata al Passo del Brennero. Domani, se tutto andrà bene, sarò e dormire in Italia, a Colle Isarco! Mi aspettano due passi alpini, il Fern e il Brennero appunto. E’ l’ultimo grande Gran Premio della Montagna della Parigi-Milano 2013. Non ci crederete ma non vedo l’ora di essere in strada… sorry sono stato prolisso, ma mi sento bene e avevo voglia di condividere con voi questa Avventura straordinaria! Notte.

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