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Il fantastico scenario della pista ciclabile dell'Adige, Trentino.

 

Mandate a letto i bambini, mettete il guinzaglio ai cani, chiudete la gabbia dei canarini, insomma fate qualcosa.. domani si va a Milano, e tutti voi venite con me ela RSR105!! Perdonate l’euforia post tappa ma stasera lo vedo, lo tocco, lo posso quasi sfiorare..esce dalla nebbia e si trasforma in qualcosa di concreto, il sogno della Parigi-Milano prende vita e contorni definiti, dopo 5 giorni di passione sono arrivato all’ultimo sfavillante capitolo. Io e Peugeot ci abbiamo creduto e scommesso, domani all’Arco della Pace si chiude una storia semplice nello spirito e grande nei numeri, una storia di Sport e Avventura!

 

 

Il fantastico scenario della pista ciclabile dell'Adige, Trentino.

 

Dalla magica cornice del Lago di Garda, dopo248 km, posso finalmente raccontarvi che anche oggi sono arrivato a destinazione. Certo qualche sorpresa mi ha fatto arrivare in serata ma che volete che vi dica, in un’impresa del genere niente è come dovrebbe essere, molte cose sono riadattate, improvvisate e la flessibilità e il fattore piu’ essenziale a cui votarsi per andare avanti.

 

 

La mia RSR105 sulla ciclabile dell'Adige

 

Parto dal Brennero dopo un gesto gentile che mi fa stare bene, l’ennesimo. Il titolare del Gasthof dove ho alloggiato mi serve la colazione completa “extra strong” alle 5 del mattino. Durante questa avventura la cooperazione e l’aiuto dei miei “locandieri” è stato straordinario, non mancherò di elencarli e di raccomandarvi di passare da loro se ne avrete occasione. Con me sono stati magnifici e lo saranno anche con voi.

 

Discesa sul Garda

 

In ogni caso, nonostante la pioggia, (a proposito, ho accettato e metabolizzato il fatto che sono io il vero Rainman, altro che Dustin Hoffman) mi metto in sella con quel sorrisetto di chi la sa lunga, di chi sa che oggi, almeno oggi, le salite non arriveranno. Primi 50-60 kmin direzione Bolzano e scendo a valle come una meteora, soddisfatto e ricaricato dal sonno e dalla colazione. Cerco le ciclabili dell’Isarco e dell’Adige, le ho già fatte e so che usandole posso fare strada senza stare in mezzo al traffico della SS12. Dopo le strade deserte e la tranquillità delle campagna francese e tedesca, la nostra statale è un brusco risveglio infatti, con l’aggravante del lunedi mattina. Arrivo in prossimità di Trento e inizia per me qualche problema di navigazione. Nel tentativo di evitare una strada che ritengo un po’ troppo pericolosa viene in mio soccorso una pattuglia della Polizia Stradale, sguardi curiosi, due chiacchiere e quando gli dico che sono diretto a Milano e soprattutto che vengo da Parigi, i due gentilissimi agenti mi scortano sulla retta via come si suol dire, fuori dal caos e a misura di bici. Il tempo non molla, arriva il vento contrario e insieme a lui anche un momento di abbattimento psicologico per me. L’acqua, il freddo, la nebbia, ripenso all’intero percorso e realizzo che ho avuto, sotto il profilo meteo, davvero tanta sfortuna. Tutto è piu’ duro e difficile di quanto avessi mai creduto. Lo dico in modo assolutamente obiettivo,la Parigi-Milanoè davvero una sfida durissima che richiede, e ha richiesto, ogni fibra del mio corpo, ogni risorsa della mia mente. Vado avanti e stringo i denti, in preda all’improvviso scoramento.

 

Lorena, un'amica sulla strada della Parigi-Milano

 

Quando arrivo alle porte del Lago di Garda, di fronte ad un’inattesa deviazione, scelgo la strada sbagliata e alla fine della tappa aggiungo al chilometraggio previsto, già sostenuto, altri25 kmbuoni buoni. Finalmente però il tempo cambia, scendo a valle verso il Lago e di fronte a me la visione assolutamente sbalorditiva del Garda soleggiato. Appena giunto sulla costa del lago, il gps m’informa che devo pedalare per quasi50 kmprima di arrivare a Pacengo. Sono stanco ma pieno di motivazione, forza! Nei pressi ormai di Pacengo ho la prima foratura della Parigi-Milano e mentre armeggio nella riparazione ecco un’altra faccia amica sulla mia via. E’ Lorena, simpatica e spontanea mi offre aiuto e, quando gli dico cosa sto facendo, un prezioso sostegno psicologico. E’ cosi gentile da portarmi il caffe’ e il cioccolatino (buonissimi entrambi) proprio sul bordo strada mentre sostituisco la camera d’aria alla mia freccia. Questi incontri, del tutto inattesi e lieti, sono il motivo per cui viaggiare e vivere il mondo in modo avventuroso, è cosi bello ed appagante. L’altruismo della gente persiste, nonostante tutto. Riparto e incontro un ciclista del posto che con grande gentilezza si offre di “trainarmi” in scia per qualche km. Gesti preziosi da un compagno di strada.

 

Ecco la mia giornata numero 5. Adesso, mentre addento la mia crostata al cioccolato e pere, vi saluto e mi concentro sul dolce. A domani per l’ultima, saporita e dolcissima, briciola di strada..

 

Andrea

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