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Tappa 31 – Spring Green, WI – Janesville, WI
Km tappa: 133
Km totali: 3784
Altimetria scalata: 388 mt

 

 

Iniziavo a pensare avrebbe retto fino a New York e invece, dopo ben 2700 km di strada, ha ceduto. La rottura del cerchio posteriore di oggi viene infatti da lontano. Precisamente dal Montana e da un disgraziato tombino, profondo quanto il pozzo di San Patrizio ma decisamente meno bello. Un piccolo danno che km dopo km, con le milioni di sollecitazioni ricevute, ha portato il cerchio a creparsi proprio all’attacco di un raggio. Ieri sera avevo avvertito qualcosa di strano ma solo stamani mi sono accorto che stava cedendo. Quando lascio Spring Green per raggiungere il negozio piu’ vicino, a 60 km di distanza, mi vedo seduto al tavolo verde con le peggiori carte in mano.

 

 

Pedalo sotto la pioggia e controvento, i km si dilatano e ogni dieci metri abbasso lo sguardo, la ruota oscilla come un pendolo e temo il crack definitivo da un momento all’altro. Se si rompe resto a piedi, bagnato, sotto l’acqua e senza nessun modo di raggiungere Madison. Il cerchio regge, pur vistosamente piegato, e la tensione nervosa si allenta quando entro in negozio a Madison. Lascio la mia Peugeot in officina, giusto il tempo di cambiare il cerchio e posso ripartire.

 

 

Arrivo a Verona (Wisconsin) tra cantieri stradali che mi costringono a continui slalom tra buche e sassi. Le corsie laterali oggi sono delle trappole sconnesse e pericolose. Della poetica strada “14”, fatta giusto ieri per arrivare a Spring Green, resta solo il numero, l’atmosfera è totalmente diversa, c’è traffico e i continui lavori sono un tormento che mi seguono fino a Janesville, meta della tappa. Cronaca di una giornata in cui ci siamo difesi puntando al pareggio, spendendo piu’ energie mentali che fisiche. Momenti in cui, essere soli e senza nessun appoggio, mi ricorda quale formidabile e grande prova di tenacia, fisica e mentale, sia la Peugeot TransAmerica.

 

 

La notte porta via tutto, tensione, stanchezza e giornate difficili, come quella di oggi. Capita in un viaggio cosi lungo, è normalissimo. L’importante è gestire questi momenti e lasciarseli alle spalle. Domani è un altro giorno e ci aspetta un altro stato, l’Illinois. Alla porta si presenta la prima vera sosta della TransAmerica e soprattutto, una grande città in cui perdersi. Chicago.

 

 

Andrea Tozzi

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