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Tappa 38 –Clearfield, PA –Lewisburg,PA
Km tappa: 150
Km totali: 5035
Altimetria scalata: 1819 mt

 

 

Paranormal Activity. Non parlo del film, ma semplicemente di quello che bisogna fare per attraversare questo stato in bici. Giorno 38, partenza lenta verso le 10 del mattino. Parto carico e motivato ma metro dopo metro il sorriso Colgate si ridimensiona, lasciando il posto alla necessaria concentrazione. Nemmeno un attimo di tregua qui.

 

Io e la mia Peugeot ci troviamo su piccole strade attraversate da cervi e scoiattoli, lingue d’asfalto tortuose e dalla pendenza letale. Tutto intorno una foresta fittissima e profumata. Paesaggio angusto fatto di piccoli torrenti e ponticini scricchiolanti, molto europeo e poco americano. Si balla parecchio oggi, dai 400-500 metri della foresta fino al tetto della Pennsylvania, 800 metri di quota, vista magnifica e una distesa di ripetitori. In appena 35 km colleziono 800 metri di scalata. Dietro di me, col motore imballato per la salita, arriva qualche enorme pick-up. Scambio di sguardi tra me e i conducenti e non c’è bisogno di essere Houdini per capire che non vorrebbero essere al mio posto. Arrivo nella cittadina di Bellefonte ma la parte dura non è ancora finita, lotto nel sole e nel caldo, conquisto un altro “passo” e finalmente mi trovo sulla “45”. Per il resto del mondo una strada dura, per i canoni della Pennsylvania decisamente rilassante.

 

Anche se ondulati, tornano i rettilinei in cui lo sguardo vaga lontano, finalmente posso allungare il passo e rubare un altro po’ di territorio a questo paese. Distese di girasoli e grandi fattorie. Nei campi, tra nuvole di polvere, vedo gli Amish che lavorano la terra. Niente attrezzi motorizzati, due file di cavalli tirano l’aratro o qualcosa che assomiglia a una trebbia. Un uomo tiene le briglie dei cavalli, una donna siede piu’ comoda sul trapuntino del rudimentale macchinario. Li trovo un po’ dappertutto oggi, per strada e nei rarissimi mini market dai maxi prezzi. Di colpo torno nella desolazione e in cittadine in cui non c’è niente. Un bel pezzo di “45” se ne va cosi’, tra paesaggi che mi ricordano vagamente l’ovest e la sua magia. Tutto è permeato da un’atmosfera che porta indietro nel tempo e tutto, case, furgoni e i pochi saloon lungo la strada, odorano di ruggine.

 

Sono gli ultimi baluardi di campagna prima dell’ultimo ostacolo tra noi e New York, i monti Appalachi. Infine la grande, immensa area metropolitana della Grande Mela.

 

Adesso a Lewisburg, l’amara sorpresa di non trovare una camera per la notte. Wi-fi offerto da McDonald e la mia tenda che stanotte visiterà il parco della città. Anche questa è avventura.

 

 

Andrea Tozzi

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