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Arrivo a Rochester, direzione South Broadway

 

 

Tappa 28 –Northfield, MN –Rochester,MN
Km tappa: 98
Km totali: 3353
Altimetria scalata: 580 mt

 

Arrivo a Rochester, direzione South Broadway

 

Nel vento sventola una bella bandiera con 13 strisce e 50 stelle, il numero delle colonie originali e degli stati federati attuali dell’Unione. Su un muro scalcinato di una cittadina del deserto c’è la scritta “United we stand”. Sul cartello pubblicitario di una banca o di una pompa di benzina compare “God Bless America”.

 

Rochester, MN

 

Trovo difficile parlare di questo paese senza spendere due parole su un aspetto onnipresente e che diciamolo pure, per noi europei, a prima vista, sembra gonfiato e qualche volta incomprensibile, talvolta pesante. Il patriottismo americano è un addobbo di Natale che non viene mai smontato.

 

Sulla strada per Rochester, MN

 

Questa eterna manifestazione d’affetto per la propria terra ha però una spiegazione che va ben oltre la sua scenografia, dietro c’è un motivo e un bisogno molto umano, commovente e bello. La sua origine e’ frutto della non-storia di questo paese. I suoi cittadini sono persone arrivate da ogni parte del mondo, parlano lingue diverse e in questa nuova terra sono senza radici e senza alcuna tradizione. In molti casi senza famiglia alle spalle e in cerca di fortuna. Far parte di qualcosa di grande quando sei solo, hai pochi affetti e ancor meno certezze, fa sentire protetti e idealmente uniti. Non è un “volemose bbene” di convenienza però, è sincero e la gente ci crede davvero. Ha bisogno di crederci.

 

Just Married!!

 

Sotto l’America della socialità e della luce ce n’è un’altra infatti in cui soffia forte il vento della diffidenza, il mito della proprietà privata, del “Keep out!” e del “No Trespassing!”. C’è un paese che usa le armi e sospetta gli sconosciuti. C’è la polizia che gira per la città passando sotto le macchine in sosta un detector per gli esplosivi. E’ la storia di un territorio vastissimo composto da una miriade di culture, di etnie e di speranze. Un grande ed irripetibile esperimento dove molte cose che a noi appaiono incomprensibili, qua hanno senso e logica, che si sente e si respira. Non è un’alibi, semmai un motivo di speranza.

 

Rilassanti sobborghi di Rochester

 

Il patriottismo è un mantra, la coperta calda che la nazione usa per tenere lontano il freddo della solitudine e della diffidenza verso il vicino, americano anche lui ma con gli occhi a mandorla oppure con un turbante in testa. Il “United we stand” abbraccia e rincuora tutti, fa’ sentire tutti a casa. E’ una magia che contagia. Sicurezza e protezione in una manciata di parole. Questa è una nazione giovane, e come ogni giovane è insicura e balda allo stesso tempo. Sotto c’è bisogno di accumulare esperienze, tradizioni, ricorrenze. Col metro della storia l’America è un paese che è appena nato, c’è tutto da dimostrare. Il 4 luglio è cosi sentito per questo motivo, si festeggia l’Unione e un grande progetto comune. In Europa non ne abbiamo bisogno e non ne sentiamo la necessità, abbiamo il problema opposto noi, quello di smaltire fondamenta millenarie e talmente tanta storia da non darle piu’ quasi alcun peso.

 

In questo paese c’è bisogno di fare squadra e dietro la spavalderia tipica di un giovane, che di solito purtroppo è la prima cosa che arriva al mondo, c’è un bisogno, eccezionalmente umano, di sicurezza da soddisfare. L’America ha un biglietto da visita cosi’ luccicante che bisogna farsi strada tra le bandiere e gli slogan per vederne il retro e farsene un’idea. Per capirla davvero e forse, amarla ancora di piu’.

 

E’ un progetto grande, un progetto americano. Se non è una storia appassionante questa…

 

 

Andrea Tozzi

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