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In America tutto è in vendita!

 

 

Tappa 33 – Chicago, IL – Ekhart, IN
Km tappa: 183
Km totali: 4157
Altimetria scalata: 479 mt

 

 

Americani gente pratica. Senza molte delle nostre inibizioni e con un pragmatismo assoluto, qui in America, tutto cio’ che ha ancora valore puo’ essere rivenduto, e se puo’ essere rivenduto allora è meglio farlo nel posto che dà le migliori chance di riuscita. Nel giardino, a bordo strada, con un bel cartello “For sale”. E cosi, attraversando il paese da ovest a est, ho visto di tutto nei giardini a stelle e strisce. Dalle fascinose macchine anni 60’ a camion immensi, dai tagliaerba ai go-kart, dalle ambulanze ai carri funebre. Si esatto (e posto la foto nel blog perché un carro funebre con il lampeggiante sul tetto non è cosa da poco). Sia mai che al posto del pick-up qualcuno decida di avere un mezzo alternativo e di tendenza. In effetti lo spazio non manca.

 

 

In America tutto è in vendita!

 

Americani gente festosa. Dimenticata l’immacolata e sobria tranquillità anglosassone di Lincoln Park, ho passato gli ultimi 3 giorni a Chicago facendo base nel simpatico quartiere ispanico di Pilsen. Un’escursione in Messico senza lasciare Chicago.

 

Indiana, impianti industriali enormi sul confine con Illinois.

 

E’ sabato sera e per le strade del quartiere (18th e 19th), c’è gente che canta la Pausini (in America Latina e nel mondo ispanico è una delle preferite), anziani che spingono carretti dei gelati, donne attempate che pregano Santa Cecilia e giovani che mangiano burrito bevendo cerveza. Colori e odori, che per affinità, parlano di Sud America, piu’ che di Estados Unidos. Una grande festa per tutti che verso le una di notte però, con dei rumori che sembrano decisamente assomigliare a dei colpi di pistola, si è trasformata in una festa a sorpresa per qualcuno. Ma spero di sbagliarmi, in effetti le notizie non riportano niente oggi e d’altronde non ho l’orecchio allenato per certi suoni, fortunatamente.

 

Ekhart, Indiana

 

Alle 6.30 di stamani lascio Pilsen e Chicago accompagnato da un numeroso gruppo di ciclisti incontrati per strada, sono tirati a lucido pronti per il giro della domenica. Uno di loro, Tony, parla perfettamente italiano e conosce Firenze quasi quanto me che ci sono nato. Bellissimo poter parlare italiano e pensare a casa.

 

Ekhart, Indiana

 

Entro in Indiana e dopo pochi km il territorio diviene ad uso esclusivo di BP con le sue raffinerie e della onnipotente ArcelorMittal, acciaierie grandi quanto province italiane. E’ una distesa dalle proporzioni impressionanti e si direbbe che tutto ruoti intorno all’acciaio e al petrolio qua.

 

Poco dopo arrivo a Gary, uno degli abitati, pur di discrete dimensioni, piu’ tristi che abbia mai visto durante tutto questo viaggio. Imposte che sbattono, locali chiusi, strade rotte. Tutta la città sembra coperta di polvere e di decadenza. Enormi fabbricati abbandonati mi dicono che qua un tempo c’era prosperità, ma ora ne è rimasto solo lo scheletro arrugginito. La oltrepasso con un filo di tristezza e continuo veloce sulla “12”. Da Chicago, dopo averne percorso l’intero perimetro sud, e’ tempo per me e la mia Peugeot, di abbandonare il lago Michigan.

 

Ancora tanti km davanti a noi, ma ogni tanto, leggera e profumata, arriva una folata di vento dell’Atlantico.

 

 

 

Andrea Tozzi

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