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Verso la Libby Dam

 

 

Tappa 8 – Libby, MT – Eureka, MT
Km tappa: 116
Km totali: 974
Altimetria scalata: 952 mt

 

 

Verso la Libby Dam

 

La bici è pronta, ho smontato il campo e fatto colazione, infilo il casco e parto. Appena fatti 100 metri, il grande orologio a torre ai confini del paese mi dice che anziché le 6 del mattino, sono le 7. Ieri, con l’arrivo nel Montana, mi ero scordato di spostare l’orologio avanti di un’ora. Adesso, rispetto all’Italia, sono indietro di “sole” 8 ore, anziché 9 come sulla costa del Pacifico. Quando avrò recuperato altre due ore significherà che avrò davanti a me la grandezza dell’Atlantico e a quel punto però l’ultima cosa a cui penserò sarà rimettere l’orologio.

 

Sulla "37", direzione Nord ed Eureka

 

La tappa di oggi, come immaginavo, è stata dura. Avevo visto sul gps circa un migliaio di segnalazioni di inizio salita, inoltre, già sulla mappa, un percorso pieno di curve e mai lineare. Da Libby mi dirigo, seguendo le acque verdi e limpide del fiume Kootenai, verso la Libby Dam, la diga sul lago Koocanusa. Una lingua d’acqua immensa che continua in Canada e che praticamente costeggio per tutta la durata della tappa.

 

Il lago Kookanusa, tra Stati Uniti e Canada

 

Se c’è un terreno che mi mette in difficoltà è quello su cui è praticamente impossibile trovare il ritmo e la continuità. Preferisco un milione di volte una salita lunga e impegnativa a centinaia di piccoli e insidiosi strappi. In un percorso come oggi la gamba non gira mai come dovrebbe e alterna brevi pezzi di notevole intensità ad altri in cui si raffredda. Ripenso a ieri e a come quei 144 km siano stati 100 volte piu’ facili dei 116 di oggi. Curve, salitelle, falsipiani che succhiano energie, il sole che alle 9 del mattino e’ già una palla di fuoco nel cielo. Inoltre nessun ristoro o alcun minimo punto in cui fermarsi per un caffè. Insomma, tosta. Inoltre, come ieri, un’altra tappa obbligata sull’unica strada che prima di portarmi ad est, ha dovuto portarmi appunto ad Eureka, a Nord. Il Canada è cosi vicino che ci posso arrivare a piedi adesso. Domani torno a sud-est verso Columbia Falls, proprio davanti al Glacier National Park.

 

Verso Eureka, in uno dei pochi tratti pianeggianti e scorrevoli.

 

Il suono della natura, onnipresente e denso di vita, trasmette serenità. Cervi, caprioli e scoiattoli sono i padroni incontrastati di questo verdissimo territorio, oggi mentre pedalavo sotto il sole, mi guardavano tranquilli dal sottobosco, e chissà come ridevano. Quando poi, raramente, la strada si restringe o la foresta fiancheggia la carreggiata da vicino faccio un pò di rumore per avvertire della mia presenza, l’ultima cosa che voglio è infatti un incontro troppo ravvicinato con un Grizzly di 350 kg. E in questa terra, quasi come prendere un cartellino delle probabilità al Monopoli, puo’ succedere.

 

Ponte sul lago Kookanusa

 

Andrea Tozzi

2 COMMENTI

  1. Forza Andrea non lasciare che una salita, se pur dura, ed un sole cocente, scalfiscano la tua armatura. Alla fine di questa tua TransAmerica ricorderai queste fatiche come momenti belli che ti sono serviti per crescere ed arrivare al traguardo. Ovvio il detto NON MOLLARE MAI!

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