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Il Ranch americano. Enorme e denso di fascino

 

Tappa 4 – Tonasket – Republic
Km tappa: 68
Km totali: 462
Altimetria scalata: 1128 mt

 

 

Il Ranch americano. Enorme e denso di fascino

 

Ore 6. Mi vesto, smonto la tenda e preparo la mia Peugeot CS01 per la nuova tappa. Davanti a me, prima di partire, la piu’ americana delle colazioni. Un set letale con i piu’ grandi Greatest Hits americani, uova strapazzate con bacon, pancakes con sciroppo d’acero e ovviamente litri di caffè. Mi muovo in direzione Wauconda Pass e la cittadina di Republic. Per battere il caldo, o almeno renderlo piu’ sopportabile, occorre una gestione diversa delle tappe in arrivo. Da adesso in poi partirò molto presto la mattina. Senza contare che il deserto, alle 6 di mattina, è uno dei luoghi piu’ belli possano esistere. Brezza fresca che accarezza la pelle e una luce che, contrariamente durante il giorno dov’è sempre troppo forte ed accecante, colora tutto di rosa e di mille altre calde sfumature. Nel cielo le aquile salutano la mia partenza.

 

Incontri lungo la strada

 

Nota di colore sulla notte appena passata del 4 luglio. Se i miei calcoli sono esatti gli abitanti di Tonasket hanno risparmiato per tutto l’anno, per poi spendere tutto, sotto forma di petardi, razzi ed esplosivi, in una sola notte. Hanno sparato di tutto, accendendo di tutto, per tutta la notte. Alle due del mattino, a coronamento di tutto, è partita la sirena d’allarme antiaereo. E poi descrivono questi posti nel nulla come sonnolenti. Se le proporzioni non ingannano non oso immaginare cosa sia successo in posti meno sperduti..

 

Una Dodge d'epoca a Republic

 

La tappa di oggi (Tonasket – Republic) è di soli 68 km e rappresenta un chilometraggio forzato poiché Republic si trova esattamente a valle, tra due scalate importanti. Domani alle 5 del mattino, approfittando di almeno 4/5 ore di fresco, darò il via alla scalata della seconda vetta piu’ alta di tutto il viaggio, lo Sherman Pass svetta a quasi 1900 metri e sarà l’ultima cima da superare in questo primo “blocco” delle Rockies. In questi primi 4 giorni, come fossimo sulle montagne russe, io e la mia Peugeot CS01 abbiamo scalato e disceso ben 4 passi con temperature torride e infernali. Intanto, con una manciata di chilometri e una velocità sbalorditiva, il paesaggio è di nuovo verde e rigoglioso. Cosi diverso che mi chiedo se il deserto non l’abbia semplicemente e solo sognato.

 

Un Bar americano. L'erede dei Saloon Western

 

Republic è un’altra graziosa cittadina, un posto in cui le foto in bianco e nero appese al muro dell’albergo mostrano strade fangose e capanne di legno, tanta polvere e altrettanti cavalli. Nel centro del paese, mentre affronto un Fish & Chips, capisco che il Bar Americano, da queste parti la naturale trasposizione del Saloon Western, è uno di quei posti che di per sé rappresentano un’esperienza imperdibile. Immaginate un confessore travestito da barista che lucida il banco senza sosta, una fila di sgabelli di pelle consunta su cui siedono pochi e vissuti avventori con capelli enormi, camicie a quadri e stivali. Biliardi di panno rosso e assi del pavimento che scricchiolano, luce bassa e i neon della Budweiser alle pareti. In una parola, fascino.

 

All’attacco dello Sherman Pass adesso..

 

 

Andrea Tozzi

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