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Ore 6 del mattino a Bismarck, ND. Una nuova tappa ha inizio.

 

 

Tappa 22 – Bismarck, ND –Jamestown,ND
Km tappa: 196
Km totali: 2577
Altimetria scalata: 471 mt

 

Ore 6 del mattino a Bismarck, ND. Una nuova tappa ha inizio.

 

Apro la porta del Motel 6 e appoggio la mia Peugeot CS01 al muretto di fianco, sono le 6.00 del mattino. Fuori è buio, nell’aria vento fresco e leggero, sulla strada di fronte alcuni camion viaggiano lenti, illuminati come alberi di natale.

 

Ore 6 del mattino a Bismarck, ND. Una nuova tappa ha inizio.

 

Due cose mi saltano agli occhi, la luce del giorno che arriva più tardi rispetto alle prime tappe e l’orologio, che mi ricorda che un’altra ora è stata recuperata sul fuso italiano, adesso sono 7 ore indietro.

 

Paludi e specchi d'acqua, il paesaggio che mi offre oggi il North Dakota

 

A Bismarck ho passato una bella giornata di assoluto relax, ma stamani lascio volentieri la capitale del North Dakota. Le città americane, tranne NYC, San Francisco, San Diego e poche altre che contagiano con la loro elettrizzante personalità, mi mettono addosso una leggera tristezza. Mi danno la sensazione di essere non altro che immensi supermercati a cielo aperto. La quantità per metro quadro di attività commerciali, molte delle quali fast food e centri commerciali, è impressionante e mi dà un senso di anonimato. L’America rurale o comunque a dimensione umana che ho vissuto finora è mille volte meglio, ed è quella per cui io e la mia Freccia ultraveloce siamo qui, oltre alla mela piu’ gustosa del mondo.

 

La mia Freccia dell'Est, la Peugeot CS01, posa orgogliosa davanti ad un locale di Jamestown, ND

 

Tappa anomala la 22. Paesaggio interessante, specchi d’acqua e piccole paludi ai fianchi della strada che per affinità, in brevissimi tratti, mi ricordano le Everglades della Florida. In compenso, dopo 2400 km in cui non ho mai avuto nessun problema, Google Maps, l’applicazione con la quale è stata realizzato l’intero itinerario della TransAmerica, mi dà una bidonata da 40 km. Mi indica come ciclabili strade che in realtà sono un ammasso di ciottoli ed erba. Il guaio è che per scoprirlo ho dovuto fare 20 km verso sud e poi rifarli verso nord, staccandomi dall’Interstatale 94.

 

Alla fine della tappa, “grazie” a questo errore, saranno ben 196 i km che io e la mia Peugeot CS01 macineremo fino a Jamestown. E’ la tappa più lunga della Peugeot TransAmerica. Per fortuna la temperatura è ideale, sole caldo ma non violento, cielo con rassicuranti nuvole bianche e leggero vento fresco che asciuga la pelle. Nonostante gli errori di navigazione, è un gran giorno per correre sulle strade d’America e io, dopo un giorno di riposo, mi sento al 100%.

 

Il Saloon di Jamestown, conservato e intatto nel suo fascino.

 

Il Saloon di Jamestown, conservato e intatto nel suo fascino.

 

Il Saloon di Jamestown, conservato e intatto nel suo fascino.

 

Adesso un po’ di costume. Prendiamo Wheater Channel, il canale del tempo, che ieri mi ha sequestrato mentre vagavo ignaro e senza meta, col telecomando in mano. Nessuno ci capisce niente, ma tutti si divertono un mondo, americani in prima fila. Nei locali lo mettono davanti al banco cosi gli avventori continuano ad ingozzarsi per ore. Lo show segue un copione che è più o meno sempre lo stesso, ma terribilmente ipnotico. Nell’angolo in basso a destra, un esperto, attraverso la “in-depth analisys” analizza in modo perverso un fenomeno, ieri ci diceva come mai le onde del lago Michigan sono più alte del solito di 20 centimetri (corredato da grafici e dati storici). Accanto, con mille effetti lampeggianti c’è la situazione tornado nel mid-west (dove mi trovo io), al centro una signora dall’aria competente, con la bacchetta in mano, mostra un grafico sui venti dominanti che neppure un pilota di linea saprebbe leggere, mille soli, nuvole, gocce che cadono e Thunder-storms, nomi di città distanti centinaia di km, tutto insieme nello schermo, ognuno con un riquadro ad hoc, tra titoli “severe storm” e “live tornado”, mini spot coca cola e riprese di furgoncini caccia-tornado.

 

Weather Channel..

 

Format e grafiche d’impatto, toni di voce adeguatamente allarmati, occhi che ballano e la scritta “Live” come onnipresente garanzia di controllo. E’ come entrare in una centrifuga, ma è molto più divertente e parla di questo paese molto piu’ di quanto si creda. Non è forse una straordinaria ed eccitante forma d’arte questa? Direi quasi che, sapere il tempo che fa’ a Wichita, è il prezzo da pagare per assistere ad un simile spettacolo.

 

Gli americani rendono le previsioni del tempo, una delle cose piu’ noiose che esistano, uno show. Adesso, la domanda è: in quale altro paese potrebbe esistere Hollywood?

 

 

Andrea Tozzi

p.s. Il North Dakota sta per entrare nella storia della Peugeot TransAmerica 2013! Bite my Dust!!

 

 

 

 

 

2 COMMENTI

  1. Ah, il Weather Channel! Anni fa era il mio preferito perché, Andrea, come dici tu, è stato ipnotico: mostra una mappa degli Stati Uniti e le grandi fronti temporaleschi, in movimento da ovest verso est, il tutto per la colonna sonora di smooth jazz.

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