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Tappa 9

Bivio sulla Carretera per Puerto Yungai – O’higgins
Km: 126
Altimetria: 2079 mt
  

Mezzo: Peugeot RSM01 Solaris
Km totali Carretera Austral (partenza da Chaiten): 982
Altimetria totale: 14345 mt
Fondo: Sterrato 65% – Asfalto 35%
Temperature: -2° / 14°
Paesaggio: Foresta pluviale, plateau della cordigliera delle Ande.
  

Non ho quasi chiuso occhio, tranne rari e veloci momenti di dormiveglia. Per il resto, il rumore incessante, pesante come fosse una carica di cavalleria, di un fiume che piove dall’alto senza mai rallentare. Ogni tanto accendo la lampada frontale per controllare un rumore o qualcosa che mi sembra di aver sentito. Ma in realtà non c’è niente, sono solo sulle rive di un lago, avvolto in un sacco a pelo e sotto un diluvio. Controllo l’orologio ogni manciata di minuti con la sola, fortissima speranza che arrivi la luce e soprattutto che smetta di piovere. Sono le sette quando esco dal sacco a pelo e da tredici ore piove a dirotto senza mai rallentare. Ci sono 23 km di promontorio infernale per arrivare a Puerto Yungai, dove alle 10 del mattino c’è il primo traghetto per Rio Bravo.

  

Di nuovo 0° gradi, di nuovo spilli ghiacciati che mi bucano la faccia e di nuovo bagnato fradicio. Avere l’equipaggiamento di qualità, waterproof e traspirante non serve assolutamente a niente se stai sotto una pioggia di questo tipo per 8-10 ore. Prima o poi l’acqua entra. Prima nel vestiario e poi anche nelle borse della bici, che pure avevo testato sotto condizioni che pensavo fossero le peggiori possibili. A Puerto Yungai, il porticciolo fondato dal missionario italiano Padre Antonio Ronchi, io e Solaris siamo gli unici clienti del battello.

  

40 minuti dopo, Rio Bravo. Non ci sono piu’ pause o posti al coperto, la prossima fermata è O’Higgins, la fine della Carretera Austral, a 98 km di distanza. Dura un attimo la tentazione di rimanere sotto la pensilina al punto di approdo ma sarebbe inutile, non smetterà, sarebbe solo tempo perso e il prolungamento di un’agonia. Allora, cercando di usarla a mio vantaggio, lascio che la rabbia, elemento da usare con cautela ma fondamentale nello sport e nella vita, si impossessi di me. La tattica sembra funzionare e i primi 50 km volano via veloci, poco dopo pero’ capisco che questa preziosa risorsa non mi puo’ sostenere per altri 50 km, non su questo fondo e con queste condizioni. Non sento piu’ le mani né i piedi, cambiare rapporto è un compito quasi impossibile. Il freddo scarica le batterie dei dispositivi ed è tutto completamente fradicio. Vacillo.

  

C’è un uomo sulla strada che mi fa’ dei segni. Chi è? Cosa ci fa’ nel mezzo al niente a piedi? Mi avvicina e mi indica un capanno a 10 metri, invitandomi al “fuego”. Quattro pareti di legno, una stufa, ciocchi di legno per sedie e la terra fa’ da pavimento. Vengo sopraffatto dal calore del fuoco e dal profumo di legna, mi siedo accanto alle fiamme e per 15 minuti mi sottraggo all’inferno. Faccia nera di fuliggine e occhi buoni, si chiama Marcélo, è un taglialegna e vive qui da solo, in un capanno nella parte piu’ sperduta della Carretera Austral. Lo saluto prima che l’adrenalina mi abbandoni, oggi ne ho bisogno.

  

La strada numero 7 del Cile, chiamata Carretera Austral o anche Longitudinal Austral, è stata, di pari passo, la sfida piu’ dura alla quale io abbia mai partecipato e il viaggio piu’ bello e scenografico, a livello naturale, che abbia mai fatto. La tabella di marcia, con solo 9 tappe consecutive senza stop, è stata certamente molto spinta ma sui chilometri e sulle mie possibilità avevo riflettuto a lungo senza strafare, e cosi è stato. Quello invece che ha reso tutto complicato soprattutto all’esordio e nel finale sono state le temperature e l’esposizione oltremodo prolungata alla pioggia, sempre forte ma a tratti violenta, che ha cambiato le carte in tavola. E’andata, ed è stata una storia straordinaria in un paese, il Cile, che trasuda magia e tanta, troppa bellezza per riuscire ad assimilarla tutta senza traumi. Da domani, sul biglietto da visita del Peugeot World Tour, c’è una nuova, scintillante qualifica in piu’, e una voce in meno sulla mia wish list.

  

Capitolo 2. Ruta 40. Tra qualche giorno pero’..

  
Andrea Tozzi

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