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Tappa 5

Coyhaique / Villa Cerro Castillo
Km: 100
Altimetria: 1657 mt
 

C’è una faccia che mi assomiglia riflessa nello specchio, ma grazie ai continui schiaffi del vento sembra invecchiata di 10 anni, poi c’è il sole, la pioggia, il freddo e al giorno 5 sulla Carretera Austral con piu’ di 500 km andati sotto le ruote della mia Peugeot, le gambe perdono prontezza e anche la fatica, quella stanziale, inizia a scavarsi uno spazio sempre piu’ ingombrante.

 

Mentre scrivo il diario le pareti di legno della locanda dove ho trovato riparo ondeggiano e scricchiolano con violenza e la’ fuori, padrone di casa a cui oggi sono stato presentato, c’è il vento. Probabilmente e’ solo un lontano parente di quello che troverò piu a sud nella Patagonia argentina, ma diciamo che come primo approccio basta e avanza.

 

Attraverso un paesaggio diverso oggi, la Patagonia, quasi piu’ un concetto che un posto fisico, ha condizioni, panorami ed atmosfere che mi riportano in tanti altri luoghi, ma forse nessuno bello come questo. Le piccole baracche tinte di rosso, la legna accatastata nel capanno e il profumo di muschio mi ricordano la Lapponia, le cime di granito rosso mi riportano sull’Atlante del Marocco e l’erba verdissima che balla nel vento, il bestiame e i cavalli al pascolo, non c’è dubbio, quello è il Montana. Ci sono suggestioni da assimilare, panorami da assaporare e km da percorrere.

 

Sono passati pochi km dalla partenza quando lo sento arrivare alle mie spalle, il tempo di prendere le misure alle poderose folate per evitare di cadere e mi ritrovo a farmi spingere fino a velocità folli per una mtb carica, (77 km/h), ma proprio quando pregusto una tappa facile facile mi volta le spalle e poco prima che inizi la scalata nella Riserva Nazionale del Cerro Castillo, cambia direzione e inizia una lotta durissima che mi impegna totalmente.

 

Cerco di offrirgli la minor resistenza possibile abbassandomi piu’ che posso sul manubrio, ma molto piu’ spesso preferisco alzarmi sui pedali per combattere la sua enorme forza e stringere i denti aspettando il prossimo passo, il prossimo dosso e infine, dopo quasi 85 km di strada (asfalto anche oggi), il punto piu’ alto da cui posso solo scendere. Sono stremato quando mi fermo per scattare qualche foto e gustarmi l’aria piu’ profumata del mondo, alle mie spalle il mondo della prateria, davanti a me invece, una corona di cime innevate dominate dal gioiello piu’ prezioso, sua maestà il Cerro Castillo.

 

Ed è proprio lui, cima mitica che ha nel suo profilo acuminato ed affilato alcune delle caratteristiche tipiche delle vette del Sud America, a darmi il benvenuto a Villa Cerro Castillo, la minuscola comunità che vive alla sua ombra.

 

Giro di boa andato, adesso rimangono 4 tappe per fare nostra la Carretera.

  
Andrea Tozzi

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