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Tappa 3

La Junta – Villa Amengual
Km: 137
Altimetria: 2089 mt

Apro gli occhi senza certezze ma seguendo l’istinto, che oggi si chiama cieca fiducia nell’edilizia stradale cilena, decido ugualmente di prepararmi e di andare alla stazione dei Carabineros per avere aggiornamenti sullo stato della strada. Occhi gonfi, faccia stanca e probabilmente interrotto al momento del caffè, il giovane militare mi guarda limitandosi a dire “Abierta”.

 

Sono le otto del mattino quando parto per rimettermi in marcia e recuperare i km a cui ieri ho dovuto rinunciare per la frana. Due colpi di pedale e arrivo nel tratto riparato in cui scopro amaramente che tutto il materiale franato è stato in parte usato per rifare il fondo stradale, e questo significa sassi di ogni tipo e dimensione compattati senza troppi riguardi, terra fresca e tanta rena.

 

Adios allo sterrato perfetto di ieri, mi trovo imprigionato su qualcosa che oggi faccio fatica a chiamare strada e in cui le gomme della mia Peugeot, fortunatamente larghe ed artigliate, lottano per non affondare. In alcuni tratti, soprattutto verso la località di Puyuhuapi il terreno è impossibile e contrariamente al solito, percorso da camion e vivaci pick-up.

 

La Carretera Austral, di fatto l’unica via che collega la parte meridionale del Cile sull’asse nord-sud, nel giro di qualche anno sarà probabilmente asfaltata integralmente e già adesso, anche dove l’asfalto non c’è (cioè la quasi totalità), sorgono grandi cantieri in cui macchine e uomini sbancano, fanno esplodere fianchi di montagne e liberano spazio per creare un giorno una strada vera. Cio’ nonostante, e lo rimarrà anche se un giorno arriverà il bitume, è una strada memorabile e praticamente deserta, in un contesto naturale intatto e preservato.

 

Ruspe, deviazioni ed elmetti rossi che mi dicono “Ola’”, ma nonostante i cantieri mantengo una buona velocità e alle 10.15 ho già macinato 43 km che mi mettono di fronte il cartello “Benvenidos a Puyuhuapi”. Nel sole della domenica mattina sgranocchio biscotti al cioccolato sulle sponde dell’enorme specchio d’acqua che bagna la cittadina e sulla riva, come comari che non badano piu’ al tempo, riposano vecchie barche malmesse.

 

I km volano e lungo il percorso incrocio le storie di due studenti cileni che arrancano sui tornanti con bici pesantissime, poco piu’ in la’, imbacuccato quasi da non vederne il volto, raggiungo un altro biker di New York con cui parlo volentieri di TriBeCa e degli States in generale. Sono le 18 quando arrivo a Villa Amengual. Deserta e avvolta in una nuvola sembra il set di “Cose preziose” di Stephen King.

 

La tappa 3 della nuova spedizione del Peugeot World Tour, con ben 137 km sotto le ruote e piu’ di 2000 metri di scalata, e’ stata un successo totale. Bici, carico e distribuzione avantreno/retrotreno sono cose che su un terreno di questo tipo fanno la differenza e permettono tempi, manovre e velocità che di solito non si hanno con un mezzo che pesa 35 kg. Qualche ora di riposo in hospedaje (alloggio tipico) e arriva tappa 4, verso Villa Ortega.

 

Andrea Tozzi

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