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La Leona / El Calafate
Km: 107
Altimetria: 697 mt
Progressivo km: 1268
Altimetria: 712 mt
Progressivo altimetria: 15858 mt

  

Lingue di polvere che si staccano dalla Ruta 40 per scomparire lontano dove l’orizzonte è sfuocato. Cerco di seguirle, almeno con lo sguardo, per sapere dove portano e cosa nascondono. Ma sono troppo lontane e non lo scopro mai, e cosi nella mia mente mi sorprendo a fantasticare di luoghi e cittadine di cui nessuno sospetta l’esistenza ma che ugualmente esistono, un po’ come nel film “The Village”, dove un gruppo di persone decide di allontanarsi dal mondo e dalle sue regole costruendo una comunità isolata in cui si conduce una vita parallela. Se qualcuno decidesse mai di farlo, questo sarebbe il luogo ideale.

 

Hanno nomi che profumano di country e di torte fatte in casa, come Estancia la Carolina, o Estancia Chorrillo, ma in lontananza si avvista spesso solo una traballante baracca, che mi riporta con la mente a quando, da bambino, costruivo capanni di legno. Il Far West è tornato, stavolta in stile patagonico, e la Estancia e’ il concetto di ranch in questa parte di sud america. Km di paletti e filo spinato che impediscono l’accesso ad appezzamenti di terreno di centinaia e centinaia di ettari, in cui un giorno, ma piu’ probabilmente mai, sorgera’ una farm. Sono gli immensi terreni dei tanti personaggi che hanno acquistato, piu’ per moda che per reale investimento, un pezzo di Patagonia.

 

Nella terra dei fantasmi c’è una striscia di bitume larga 13 metri che sembra portare ovunque e in nessun luogo, e mentre i metri corrono veloci intorno a me non ci sono altri rumori, se non quello delle ruote che baciano la strada e il soffio costante del vento, che spesso, a ben udire, pare un bisbiglio sussurato da un amico. In una terra votata alla solitudine e alla durezza, non sono venuto in Patagonia per cercare carezze, questa terra infatti mal sopporta le debolezze e le comodità, sono venuto in Patagonia per guardarmi allo specchio, attraverso una lente dai colori cosi vividi che non avevo mai visto prima.

 

Rio La Leona, Rio Santa Cruz, Rio Backer. Acque gelide, chiare e limpidissime, frutto dei ghiacci che dominano queste terre e che sfociano negli sconfinati specchi d’acqua che si susseguono uno dopo l’altro, tappa dopo tappa. Prima il Carrera e il San Martin, ieri il Viedma, oggi il Lago Argentino. Intanto tappa 11, 107 km e l’ennesima galoppata da incorniciare, ha portato in dono la città di El Calafate, 6000 anime e il triplo di turisti. Il Peugeot World Tour si ferma qua per qualche giorno, con wi-fi insolitamente funzionanti, nuove facce con cui stringere amicizia e ghiacciai a portata di mano.

 

E in volata finale ecco qualche informazione ciclistica: la media oraria complessiva di tutte le tappe sulla Carretera Austral è stata di 16.7 km/h. La media oraria nelle prime due tappe di Ruta 40, con vento a sfavore, è di ben 22.8 km/h. Per fare un paragone basti pensare che nei 5359 km della Peugeot TransAmerica 2013, in sella alla Peugeot CS01 Eastern Arrow (bici stradale di 7 kg con 24 kg di equipaggiamento), la media totale è stata di 28,9 km/h.

 

Questo per dire che nonostante le ruote larghe ed artigliate, i 22 kg di equipaggiamento e circa 3 litri di acqua trasportati in ogni tappa, piu’ il peso della bici, la Peugeot RSM01 è un mezzo straordinario che, con setup da bikepacking, non richiede nessuna rinuncia, garantendo tanto divertimento.

  
Andrea Tozzi

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