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Nelle vie della Medina

 

Nelle vie della Medina

 

 

Tappa 6
Ifrane – Fes / km 70

Coordinate GPS: Ifrane: 33° 31.717’ – 5° 6.445’ – 1652 mt slm
Fes: 34° 03.739’ – 4° 58.817’ – 405 mt slm
Stato/i: Marocco
Regione/i: Meknès-Tafilalet, Fes-Boulemane

Caratteristiche paesaggio: Montagna, pianura.
Altimetria scalata: 290 mt

 

 

Tra i tanti luoghi della mia infanzia in cui mi sono divertito parecchio c’è sicuramente l’Aquafan, il parco acquatico di Riccione. Di quel posto ricordo bene i twist, lo scivolo kamikaze e le curve paraboliche. Ecco, immaginate la medina di Fés come uno scivolo (Kamikaze?) in cui, a differenza di quello vero che dura al massimo un minuto, difficilmente si riesce ad uscire prima di qualche ora.

 

 Medina. Fés.

 

Sia chiaro, come nello scivolo d’acqua ci si diverte da matti ma in questo posto, oltre al divertimento, si sperimentano tutte le emozioni umane, ad una velocità fuori scala e senza pause di riflessione tra una e l’altra. Stupore, ribrezzo, nausea, meraviglia, fascino, incredulità. Ma la lista è ancora lunga, e l’ordine casuale.

 

Fés.

 

Il Gps, stavolta vero salvatore, mi guida al Riad che ho prenotato in un dedalo inestricabile di spazi angusti, vie ed anfratti, in cui a volte per passare, c’è spazio per una sola persona. Dieci minuti dopo, nonostante la stanchezza post tappa, decido di uscire e mi trovo a galleggiare in un fluido multilingua che non so dove mi porterà, intorno a me centinaia di persone, in spazi incredibilmente piccoli, che commerciano, parlano, mangiano e cercano di addescare con visite guidate.

 

Decorazioni

 

Gli unici immuni dai tentativi delle false guide sono i giapponesi, e non perchè siano piu’ furbi, ma perche semplicemente il loro numero demoralizza qualsiasi tentativo di approccio. I marocchini inciampano e balbettano qualcosa, tentando di capire dove inizia e dove finisce lo shinkansen armato di nikon, ma dopo poco rinunciano, anche loro sconcertati. Meglio ripiegare su un uomo solo che si aggira in evidente stato confusionale, (provate voi a passare dal silenzio e la vastità dell’Atlante alla densità claustrofobica della medina..), preferibilmente latino e a cui, potenzialmente, si puo’ vendere di tutto. E cosi, mentre cerco di evitare che mi pestino i piedi (mai andare in questi posti con le infradito) un’eco di “amigo, ola’, italiano, ho fratello Italia” mi segue ad effetto doppler.

 

Le tintorie Chouara

 

Fortunatamente non sono insistenti e con un deciso rifiuto mi svincolo senza problemi. Cammino tra cumuli di spezie, turisti in preda ad esaurimento nervoso e altri che cercano di strappare oggetti a buon prezzo, carretti di ogni tipo e tanti, troppi dolciumi. 20 minuti dopo mi trovo davanti al luogo forse piu’ famoso di tutta la medina, le concerie Chouara. Ciuffo di menta sul naso, per mitigare l’odore acre e nauseabondo della pelle e dei composti chimici delle vasche, e’ un colpo d’occhio formidabile, che definire forte è riduttivo. Se all’inferno c’è un lavoro, probabilmente questo è quello piu’ gettonato.

 

Chouara tannery

 

Tornerò in camera ore dopo, non so come, sfibrato ed eccitato allo stesso tempo. La quantità di vita di questo posto mi lascia impietrito e pieno di domande. Per me che sono amante dei grandi spazi, del silenzio e degli orizzonti infiniti, le vie affollatissime e sconnesse della città vecchia, non sono certo il mio habitat naturale. Ma ugualmente, se anche puo’ risultare faticoso visitare Fés, questa città rappresenta un’esperienza che parla del Marocco forse piu’ delle altre, e a cui rinunciare sarebbe un delitto. In alcuni luoghi il tempo scorre lento e tedioso mentre in altri, come appunto quello dal quale vi scrivo, ha una velocita doppia. Tanto veloce che 48 ore a Fés possono stordire e racchiudono, per difetto, le sensazioni di un mese, o di una vita altrove.

 

Le meravigliose fontane nella medina di Fés.

 

Per me e la mia Solaris è di nuovo tempo di andare. Come le sirene di Ulisse nella mia testa c’è la voce familiare del Mediterraneo e un luogo magico, Gibilterra, che separa non solo due mondi e due continenti, ma stili di vita, obiettivi, ritmi. Ma prima di andare, a nome mio e di tutta la squadra Peugeot, vi auguro Buona Pasqua e vi saluto tutti.

 

Andrea Tozzi

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