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Telefonate, appuntamenti, incontri. Una musica in crescendo che aumenta di volume al diminuire delle ore dalla partenza. Un’onda che porta con se’ una discreta dose di tensione, altrettanta euforia e un lavoro mentale enorme, alimentato da mille piccoli dettagli che al momento giusto dovranno saper combaciare come i mattoncini del Tetris.

 

Ultimi giorni di una vita normale che tra poche ore verrà messa in stand by ed accantonata, finchè la musica, giunta al suo apice, lascerà spazio ad un altro me, al suono della pioggia e al sibilo del vento, alle fronde degli alberi e a quello degli pneumatici che artigliano la ghiaia per avanzare. Il mio sarà un Natale senza panettoni e senza insegne luminose, solo i sensi portati al massimo, l’aria fredda che passa nelle narici e mi auguro, tutto intorno, gli scenari che ho sognato fin da quando ero bambino. L’essenza del Peugeot World Tour sta tutta qui, nelle caratteristiche piu’ pure, essenziali ed autentiche che ogni essere umano, sebbene spesso si tenda a dimenticare, porta indissolubilmente nel dna. Capacità di stupirsi, gioia di esistere e soprattutto il diritto di sognare in grande.

 

Materiali

 

Affrontare la foresta pluviale e gli orizzonti del Sud America battuti dal vento richiede materiale ed equipaggiamento diverso rispetto all’Atlante marocchino e l’Andalucia, attraversati ad aprile durante la spedizione d’esordio del Peugeot World Tour. Cambiano le temperature, le condizioni, il terreno e soprattutto in questo caso, la durata del viaggio. E cosi partendo dal setup usato in Marocco ho arricchito la bici con altri supporti, in special modo la frame bag che occupa per intero il triangolo centrale del telaio, permettendomi cosi di stivare altro materiale.

 

La gomma posteriore della mia Peugeot RSM01 “Solaris” è piu’ artigliata e leggermente piu’ larga rispetto a quella utilizzata in Africa, il vestiario termico ha preso il posto di quello piu’ leggero ed estivo e la componente elettronica, comprensiva di trasmettitore satellitare, netbook, gps, action camera e reflex, è leggermente aumentata. 19 kg totali, per spingere al limite di carico un setup, quello da bikepacking, nato per uscite di pochi giorni e adesso invece adattato, de facto, ad un viaggio di quasi due mesi.

 

Adesso rimane solo il compito di preparare tutto per il trasporto aereo (fase delicata..), caricare l’ipod e prepararsi ad un frullatore di quasi 3 giorni, tra voli e traghetti, necessari per raggiungere la linea di partenza: Puerto Montt, regione di Los Lagos, Cile meridionale.

 

Approfitto di questo post prepartenza per ringraziare tutti i blogger e gli intervenuti alla serata milanese #UnConsiglioPerTozzi. Ragazzi, che ingredienti saporiti (e non mi riferisco all’asado e al malbec). Storie di mondo, esperienze di vita e dosi massicce di entusiasmo genuino, quasi adolescenziale, lo stesso che farebbe bene a tutti respirare piu’ spesso e che di solito staziona negli occhi di chi il mondo non lo vuole subire, ma plasmare con le sua impronta. Spero di rivedervi, è stato un piacere.

 

Concludo con una curiosità. Per la seconda volta Peugeot sarà impegnata con eventi auto-bici nello stesso continente e nelle stesse nazioni; è successo per la TransAmerica (Peugeot CS01 Eastern Arrow) che si è svolta in contemporanea con la cronoscalata di Pikes Peak in Colorado (Peugeot 2008), e sarà cosi anche per la Puerto Montt – Ushuaia (Peugeot RSM01 Solaris), che si svolgerà quasi in contemporanea con la leggenda delle leggende, la Dakar 2015 (Peugeot 2008 DKR).

 

Per cui che dire, ci rivediamo tutti un pò piu’ a sud e..  2 o 4 ruote, ad ognuno il suo e spero che verrete con noi.

 

Andrea Tozzi

Stay hungry, stay foolish”.

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