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Queenstown, Otago.

 

Tappa 5 – Lumsden / Queenstown
Km: 107
Km totali: 684
Altimetria: 790 mt
Meteo / Condizioni: Soleggiato
Temperatura: 2 / 12°

 

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In inverno è tutto piu’ definito, nitido, reale. Anche i colori sono piu’ vivi. Fotograficamente parlando è una stagione perfetta perche’ nell’aria non ci sono filtri ne vapori, e il calore, che salendo dal terreno distorce la forma delle cose e ne offusca i dettagli, è cosi lieve da essere irrilevante. Poi ci sono le eccezioni come ieri, quando armato di tutti i migliori propositi non sono riuscito a scattare una fotografia che non fosse bruciata, non per il troppo calore, ma per la troppa luminosità. Il sole che ha accompagnato me e la mia Peugeot lungo la fase finale della Southern Scenic Road fino alla cittadina di Queenstown, nel distretto dei laghi, e’ stato cosi luminoso che ogni tentativo di immortalare le bellezze lungo la strada è finito miseramente nella polvere.

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Una giornata dove oltre ai potenti raggi del sole, la temperatura è salita di diversi gradi, quelli che fanno la differenza tra la zona di confort e quella di sopportazione e cosi la tappa numero cinque mi ha portato a destinazione, inaspettatamente, pure abbronzato. A parte il fisiologico freddo dell’inverno e un vento che a tratti si è fatto pesante, devo dire che il meteo che sto trovando in questo paese, e non dovrei dirlo perche cosi facendo attirero’ sicuramente su di me le ire del fratello cattivo di Katrina, è straordinario.

IMG_1308Le leggerezza della mtb, che con tutto il bagaglio arriva a pesare solamente 24 kg, cosi come i rapporti piu’ lunghi, la larghezza ridotta e il buon rotolamento degli pneumatici, incidono molto sulla possibilità di coprire lunghe distanze in cosi poche ore di luce. Certo non avanza niente e spesso arrivo a destinazione con gli ultimi raggi ma lungo la strada, se capita, gozzoviglio qualche buon caffè nei minuscoli centri che non sono neppure sulle mappe. Cardini delle porte arrugginiti, menu consunti e deliziose torte di campagna, nell’aria c’è profumo di cannella, uova strapazzate e bacon croccante, e gli unici clienti oltre a me sono spesso le camicie a quadri degli ovinicoltori.

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Sfoglio i giornali dove gli All Blacks e il rugby in generale trovano sempre un buon motivo per occupare la prima pagina, ma molto piu’ divertente e’ interessarsi ai grandi dilemmi della cittadina in cui mi trovo, per esempio se spostare le strisce pedonali di 3 metri o lasciarle dove sono, considerato comunque che il traffico è si e no di una macchina al giorno. E’ sempre il mondo moderno, ma immerso in un contesto naturale superlativo e che corre su un percorso parallelo, molto piu’ scorrevole, semplice e senza troppi cartelli pubblicitari a lato.

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I kiwi, cioè loro, i cittadini di questa nazione a forma di parentesi dove le pecore sono piu’ numerose delle persone, sono simpatici, informali e cortesi, e alcuni di loro sembrano inspiegabilmente essere immuni dal freddo. Scene raccapriccianti di gente in costume che fa’ il bagno facendosi largo tra i pezzi di ghiaccio del lago Wakatipu, ieri appena arrivato, non lo nego, mi hanno dato il tormento per tutta la notte. Giovani maori in t-shirt & short, magari con il cappello di lana, che sembrano pronti a inforcare la tavola da surf per lo spot della Piz Buin.

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Atmosfera febbrile, alcolica e piena di giovani, Queenstown è una rinomata località sciistica e soprattutto quartier generale degli sport estremi in NZ. Ovunque, tentando di acchiappare per strada i giovani temerari, spesso backpackers, i venditori di pacchetti estremi, che vanno dal classico Bungey Jumping all’aero-sky, si sbracciano con offerte irripetibili e a sentir loro, non replicabili. L’offerta di crociere, voli in aereo/elicottero e ogni altra cosa che si possa pensare di fare è decisamente di livello industriale. Un posto vivace e spenna polli, ma raccolto e confortevole, e immerso in scenari naturali che sembrano usciti da una fiaba per come spesso, per la troppa bellezza, sembrano irreali. Dopo 684 km in appena cinque tappe è il posto giusto per riposare le gambe un paio di giorni.

 

Andrea Tozzi

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