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Aoraki / Mt.Cook, Canterbury.

Tappa 7 – Cromwell / Twizel + Trekking Mt. Cook
Km: 138
Km totali: 883
Altimetria: 1217 mt
Meteo / Condizioni: Coperto al mattino, sereno nel pomeriggio
Temperatura: -3 / 7°

5 scatti panoramici del 50mm. Il Monte Cook si specchia nella laguna della Hooker Valley.
5 scatti panoramici del 50mm. Il Monte Cook si specchia nella laguna della Hooker Valley.

 

Una grande vetta è sempre una prima donna. E la natura, consapevole e anche un po’ rassegnata nell’avere a che fare con un talento cosi capriccioso e a cui non si puo’ negare niente, gli concede il miglior palcoscenico possibile. Un po’ come le attrici che si fanno riprendere con l’angolatura o il profilo migliore. Sembra incredibile ma quasi sempre le montagne piu’ alte e piu’ affascinanti della Terra, godono non solo di quel maggiore slancio verticale che gli permette di poter giudicare dall’alto tutte le loro simili, ma anche di un quadretto naturale che ne esalta, se possibile, la loro maestosa e innata bellezza. Come dire che la vanità non è solo un’umana debolezza.

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Spedizione numero 4 del Peugeot World Tour. Nel cuore delle Alpi neozelandesi e’ inverno e l’aria che oggi entra nei polmoni sembra quasi balsamica, per com’è fredda e pulita. Sul sentiero per la Hooker Valley, oltre a me, solo qualche raro gruppetto di trekkers dai tratti asiatici. Il campeggio ai piedi del percorso è deserto e in giro non sento nessuna voce, nessun rumore, solo il sottofondo costante dell’acqua che gocciola da qualche parte, la voce mielosa dei ruscelli alpini alimentati dal ghiaccio e i miei scarponcini che iniziano a graffiare i sassi della montagna.


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Ancora una volta, illudendomi, mi racconto una favola a cui pero’ credo sempre molto volentieri, e cioè che la natura, quasi per pudore e un po’ come fossero le prove generali del suo nuovo grande spettacolo, abbia ammesso un solo spettatore. Come il giorno e la notte che si sfiorano ma non si toccano, dove sono io non ci sono autobus stracolmi di turisti, ne’ fila, ne’ urla. E’ cosi che mi è sempre piaciuto vedere il mondo, e solo in questo modo tutto diventa magico.

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Circa 5km dopo mi trovo di fronte l’ultimo promontorio prima dell’anfiteatro naturale in cui si specchia il Monte Cook e un bagliore incredibilmente forte, come fosse stato appena acceso un potente riflettore, illumina l’orizzonte. Il sole, anche oggi incredibilmente vivace, ha infatti amplificato la sua luce specchiandosi nella grande laguna ai piedi del gigante, uno specchio d’acqua popolato di piccoli iceberg e pezzi di ghiaccio. Via le comparse e i commedianti, nel laghetto grigio ghiaccio adesso si riflette solo una sagoma, il profilo inconfondibile alto 3754 metri che appartiene alla montagna piu’ alta della Nuova Zelanda. Il protagonista è in scena.

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Dopo anni di avventure i deja’vu sono qualcosa di naturale e che mi capita di vivere abbastanza di frequente, i luoghi passati tornano a vivere in differenti continenti e latitudini, magari con colori e una luce un po’ diversa, ma sostanzialmente identici nei contorni e nel contesto.

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E cosi oggi davanti al Monte Cook è stato impossibile per me non rivivere uno dei ricordi piu’ intensi di tutto il Tour du Monde Peugeot. Parlo di un’altra laguna, stavolta andina e che si trova in Patagonia e in cui all’alba del 1 gennaio 2015, giusto pochissime ore dopo l’inizio del nuovo anno, ho conosciuto un’altra prima donna, il Cerro Torre.

Domani si torna sulla strada.

 

Andrea Tozzi

 

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La laguna Hooker e il Monte Cook sullo sfondo. 29 luglio 2015, Nuova Zelanda.

 

 

La laguna Torre e il Cerro Torre sullo sfondo. El Chalten, Patagonia, 1 gennaio 2015.
La Laguna Torre e il Cerro Torre sullo sfondo. El Chalten, Patagonia, 1 gennaio 2015.

 

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