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La pista tra Bou-Tahrarar e la 704

 

La pista tra Bou-Tahrarar e la 704

 

Tappa 2
El Kelaa/Ait Oussif-Vallée des roses – Ihoudigene / km 97
GPS: El Kelaa/Ait Oussif-Vallée des roses: 31°18.634’– 6°9.710’- 1463 mt slm
Ihoudigene: 31°47.679’- 5°46.624’- 2047 mt slm
Stato/i: Marocco
Regione/i: Souss-Massa-Draa
Caratteristiche paesaggio: Deserto, gole e montagna.
Altimetria scalata: 1647 mt

 

 

“Cous cous al montone”, mi dice il berbero dell’auberge, informandomi sul menu per cena. Faccio finta di pensarci e poi gli chiedo “altrimenti?”. “Tajine al montone”. Tento ancora con un marcato “oppure?”. “Montone”. Ok, messaggio recepito, “vada per il montone”. Non ho problemi con le cucine straniere ma il montone è uno dei pochi piatti con cui non vado d’accordo.

 

I favolosi scenari dell'Atlante

 

Ma in effetti i siparietti e le scene divertenti, spesso surreali, sono il sale dell’Avventura. E cosi oggi, oltre al dialogo tra pazzi sul montone, vengo premiato con un’altra perla. Sono in sella da un’ora e mentre pedalo nelle strette vie di un paesino una donna si mette all’inseguimento, peraltro con buone doti atletiche, con un coniglio vivo in mano, tentando la compravendita. Inutile sbracciarsi, dirgli che sono in bici e che, sperando nella comprensione, ho appena fatto colazione. Mi seguirà per 100 metri, avvicinando continuamente il coniglio alla mia faccia, implorandomi di acquistare l’animale.

 

La strada 704 che attraversa l'Atlante. Un'emozione straordinaria

 

Ma torniamo sul campo. 97 km di strada dura con continui saliscendi, talvolta asfaltata, piu’ spesso dissestata. Inoltre una pista, poco piu’ che un’idea di tracciato tra Bou-Thrarar e la 704,  piena di ciottoli, insidiosi banchi di sabbia e vallate ampie in cui piccole trombe d’aria sembrano dar vita alla danza del deserto. Dopo15 km passati con la sola compagnia del vento, esco dalla pista in una densa nuvola di polvere e tornato su asfalto attacco la 704 verso le famose Gole del Dades. Inizia la salita, quella vera, e oltre al caldo, anche oggi elemento costante nonostante l’altitudine, ci sono strappi importanti con cui fare i conti.

 

Le Gorge du Dades. Verso i 3000 metri..

 

Testa bassa quando la strada morde, alternati ad attimi di pausa per scattare foto su contrasti unici. La differenza tra l’aridità totale delle pareti verticali, perfino in alta montagna, e il verde delle gole formate dal fiume Dades, ridotto ora a poco piu’ che un ruscello, è l’identikit di una terra dura, ma viva. Oasi, coltivazioni e minuscoli appezzamenti rigogliosi, in cui lavorano persone e pascolano animali. Erba folta, di un verde acceso che non ho mai visto prima, quasi a dimostrare che in una terra affamata d’acqua, ne basta poca per fare meglio che altrove.

 

Ihoudigene, quando la luce diventa meno forte.

 

L’Atlante marocchino, con le sue forme e le tonalità che lo animano, offre un concetto di montagna completamente estranea al nostro ideale. E’ la rappresentazione del deserto in verticale, cio’ nonostante, e forse proprio grazie alla sua diversità, da senso ad ogni sforzo che faccio per conquistarlo. Domani io e la mia Peugeot puntiamo al blu dei 3000 metri e a mettere in bacheca il primo, sudatissimo trofeo del World Tour.

 

Andrea Tozzi

 

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