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Gli alberi di arancio, arriva la Spagna

 

Gli alberi di arancio, arriva la Spagna

 

 

Tappa 8
Ouazzane – Chefchaouen / km 73

Coordinate GPS: Ouazzane: 34° 47’ 60” – 5° 34’ 59.999” – 328 mt slm
Chefchaouen: 35° 10.091’ – 5° 15.833’ – 593 mt slm
Stato/i: Marocco
Regione/i: Gharb-Chrarda-Béni Hssen, Tangeri-Tétouan

Caratteristiche paesaggio: Collinare.
Altimetria scalata: 1176 mt

 

Hassan, il proprietario del mio albergo english-speaking, si confronta col suo attendente e dopo appena un secondo, il verdetto è all’unisono, entrambi non hanno dubbi. “Chez Aziz” è il Re della pizza a Chefchaouen, come lui, nessuno mai. E fatti due conti, dopo tachipirina, immodium e ogni altra diavoleria che la moderna farmacologia abbia inventato, e stanotte io sperimentato, è tempo di andare sul semplice con un farmaco bomba. D’altronde se ha conquistato il mondo intero, e a mani basse per giunta, un motivo ci sarà.

 

La pizza di Chez Aziz

 

Inoltre, se anche la pizza non mi liberasse dall’influenza, non potrà che dare una spinta al mio morale, che dopo le ultime bastonate prese, ne ha sinceramente bisogno.

 

Sulla via di “Chez Aziz” elaboro le prime, instintive impressioni su questo posto. Le piante di arancio sparse ovunque in città, nei giardini e nei boulevard, oltre al celeste pastello sui muri delle case di Chefchaouen, sono i primi chiarissimi indizi di un paese che, lasciandosi plasmare e contaminare, sta cambiando, per adottare già i primi tratti dell’Andalucia.

 

Chefchoauen

 

In una fascia di terre emerse di appena 300 km che sta a cavallo del Mediterraneo e di Gibilterra, le influenze del mondo arabo ed europeo si intrecciano e si contaminano a vicenda. Ne sono testimonianze eccellenti i Real Alcazar di Siviglia, cosi come i retaggi arabi di Palermo, in Sicilia.

 

Le montagne del Rif

 

Il Marocco, dove i raggi di sole pesano come massi e dove la fata morgana, sulla linea dell’orizzonte, si prende gioco di chi sfida caldo e deserto, è svanito definitivamente alle mie spalle. Il paese che adesso scorre davanti e sotto le ruote della mia Peugeot è piovoso, freddo e dipinto di un verde scurissimo, stemperato dal bianco sporco di bassissime nubi. Lo shock climatico che per la terza volta subisco in appena 10 giorni spiegherebbe, da solo, ogni mio recente problema di salute.

 

Stop!

 

Adesso mi aspetta un’altra notte di cure con la speranza, per adesso vana, di rimettermi in forze e domani, a Tetouan, ultimo stop in Africa. Il Marocco è stato per me una scoperta e una terra incredibilmente dura da attraversare in bici, e lasciarlo in condizioni fisiche precarie non era esattamente il finale che avevo scritto, ma se, nonostante tutto, sono arrivato fin qui, significa che io e la mia Solaris siamo stati piu’ duri di lui. La strada è ancora lunga ma il primo birillo sta per cadere.

 

Andrea Tozzi

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