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Lasciando Fés

 

Lasciando Fés

 

 

Tappa 7
Fés – Ouazzane / km 129

Coordinate GPS: Fes: 34° 03.739’ – 4° 58.817’ – 405 mt slm
Ouazzane: 34° 47.805’ – 5° 34.572’ – 229 mt slm
Stato/i: Marocco
Regione/i: Fes-Boulemane, Gharb-Chrarda-Béni Hssen

Caratteristiche paesaggio: Colline.
Altimetria scalata: 1150 mt

 

 

La tappa numero 7, la piu’ lunga di tutta la Marrakech-Cabo da Roca, capita di Pasqua e apparentemente in condizioni idilliache. Sole alto e cielo terso, temperatura ideale e di nuovo primaverile. Parto da Fés ottimista e di buon ora. Dopo aver attraversato la parte nuova della città, fatta di centri commerciali e lotti in costruzione, mi trovo finalmente sulla direttrice che seguiro’ per Ouazzane, una strada che con mio grande stupore, poichè cosa rara in Marocco, ospita una corsia laterale dedicata alle bici. Qua e là lungo la strada, e oggetto della mia curiosità, pastori che vendono i loro prodotti su semplici banchi di legno.

 

Prodotti caseari in vendita lungo la strada

 

Lasciando Fés sono entrato ufficialmente nel Rif, il sistema montuoso che si estende nel nord del Marocco e si affaccia sul Mediterraneo. E’ uno dei luoghi meno turistici di tutto il Marocco ed è anche l’ultimo sistema, dopo Alto Atlante e Medio Atlante, che scavalcherò in territorio africano. Il Rif, decisamente piu’ famoso per essere terra di coltivazione intensiva di hashish piuttosto che per i suoi uliveti, è il luogo in cui molte persone mi hanno raccomandato, per evitare rischi alla mia incolumità, di mantenermi sempre sulle strade principali, meglio ancora se nazionali.

 

Raccomandazioni a parte, che comunque ho seguito, avanzo felice per essere di nuovo immerso nel verde della campagna marocchina, ma dopo aver pedalato circa 40 km, avverto dei forti brividi di freddo e una sensazione di malessere. Cerco di ignorarla raccontandomi che non è niente, ma la tattica non funziona e le cose peggiorano in una manciata di chilometri. Oltre ai brividi che mi scuotono, arriva, quasi a dar credito alla possibilità che si tratti di intossicazione, un attacco di dissenteria.

 

La cronaca della tappa si semplifica allora, come sempre quando le energie devono essere indirizzate su un’unica cosa, diventando una lotta, pura e semplice, per cercare di arrivare a destinazione, mettersi a letto e fare il punto. Ai lati della strada sfila il piu’ familiare dei paesaggi, con centinaia di piante di olivo, colline dai profili smussati e un’aria fresca e profumata, ma io non ho modo di goderlo oggi e le mie risorse, almeno quelle che rimangono, devono andare sui pedali. Nella sofferenza controllo il gps ogni chilometro, sperando che il supplizio di coprire la tappa piu’ lunga, in queste condizioni, finisca prima possibile.

 

129 km di calvario e finalmente scorgo l’insegna del Motel Rif, il posto che ho eletto a casa per la notte a Ouazzane. E’ andata, sono a pezzi ma stanotte posso leccarmi le ferite. Nel motel-campeggio, oltre al volto ormai familiare di Muhammad VI su carta stampata, incontro altri italiani in moto. Giusto due battute sul Marocco, sull’itinerario che ognuno di noi ha fatto e mi fiondo in camera febbricitante, accompagnato da tanta acqua per reidratarmi. M’imbottisco di medicinali e mi metto a letto, sperando che la notte porti via la sgradita compagnia conosciuta a Fés.

 

Dopotutto, anch’io ho avuto la mia sorpresa.

 

Andrea Tozzi

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