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Plaza de Toros di Siviglia

 

Plaza de Toros di Siviglia

 

Tappa 12
Seville – Fuenteheridos  / km 104

Coordinate GPS: Seville: 37° 23.209’ – 5° 59.461’ – 8 mt slm
Fuenteheridos: 37° 54.266’ – 6° 39.654’ – 723 mt slm
Stato/i: Spagna
Regione/i: Andalucia

Caratteristiche paesaggio: Montuoso.
Altimetria scalata: 1488 mt

 

Km totali dalla partenza: 1192
Altimetria dalla partenza: 13177

 

Suoni nitidi come fossero in cuffia e sulla pelle l’aria frizzante del mattino. Alle 7.20 di stamani attraverso la piazza della Cattedrale. Niente carrozzelle, nessun turista, neppure le donne che chiedono soldi in cambio di rametti d’ulivo. Il business si sveglia tra poco, ma adesso la scena è ancora tutta per lei, Siviglia.

 

Nella campagna andalusa

 

Sulle piastrelle lucide del fondo stradale si riflette ancora il giallo acceso dei lampioni e sulle facciate della Giralda, di solito accecate dal sole, adesso sono il rosa e l’arancio, le tonalità dominanti. Qualcuno corre, altri portano a spasso il cane. Mi costa lasciare questo posto. Una città che in due giorni mi ha ricaricato, fisicamente e mentalmente, distraendomi, divertendomi e facendomi recuperare le energie che erano andate perse.

 

Sentieri nelle sierras

 

Direzione nord-ovest, verso il parco naturale Sierra de Aracena. Dieci chilometri per cancellare i rumori della città e altrettanti per essere immerso nella natura dell’Andalucia. Strade perfette con poco traffico e intorno le prime colline punteggiate di ulivi. La mia traccia alterna asfalto a sentieri impegnativi nei campi. Sono viottoli malmessi, pieni di guadi e di gradoni da superare, ma divertenti, ideali per la mia Peugeot 29er.

 

Paesini lungo la strada

 

Scorrono a fianco dei muri di confine delle proprietà e sono circondati da una vegetazione che a volte li rende simili a dei tunnel, per come sono bui. Lungo il tratturo incontro dei caballeros a cavallo che mi guardano incuriositi, un cavallo come il mio non l’hanno mai visto.

 

Ci siamo quasi, arriva il Portogallo

 

Inevitabilmente torno con la mente alle meravigliose piste nel deserto del Marocco, molto piu’ tecniche e difficili rispetto a questi passaggi nei campi, eppure lo stesso fatte di terra, fango, acqua. I chilometri, tutti in salita, scorrono tra paesini minuscoli in cui non è facile trovare acqua e qualcosa da mangiare, cosi vado avanti, arrangiandomi con le odiate barrette.

 

Fuenteheridos

 

Le gambe girano, finalmente tornate cariche di energia, e la debolezza dei giorni scorsi e’ un ricordo sfuocato di cui non sento affatto la nostalgia. Mi sento bene e nonostante la continua scalata, accompagnata da un sole che non da tregua, è una tappa esaltante. Alla fine, neppure un metro dei 104.000 volati sotto le ruote della mia Solaris, è stato facile oggi. Ma questo è lo Sport, quell’alchimia in cui la sofferenza diventa premio e in cui durezza, disciplina e dedizione sono compagne di strada irrinunciabili.

 

Good vibrations. E domani si cambia bandiera.

 

Andrea Tozzi

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