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Milano. Io e la Peugeot 2008 WTE.

 

 

Milano. Io e la Peugeot 2008 WTE.

 

Agosto 2008. Orlando, Florida. Incollato al banco della “Dollar” attendo emozionato che l’impiegata mi consegni le chiavi dell’auto prenotata, il mezzo con cui, per un mese intero e molto prima di farlo in bici, ho attraversato quel fantastico esperimento sociale chiamato Stati Uniti d’America.

 

Da allora, tanti timbri sul passaporto, la passione folgorante per i viaggi in bicicletta e migliaia di chilometri volati via con leggerezza e molta curiosità. Ma quella in Florida, eccetto qualche puntata di pochi giorni in Europa, è stata l’ultima volta in cui ho deciso di utilizzare l’auto per leggere, analizzare ed apprezzare un paese. Quel fantastico viaggio non mi ha mai abbandonato e in particolare, tra tutto cio’ che ricordo, mi è rimasta addosso, indelebile come il primo amore, l’intensità di un’intera notte passata al volante. Una notte stregata e magica in cui persi la misura del tempo e mi lasciai cullare dallo scorrere lento e ritmato della Florida “1”, la scenografica arteria stradale che punta a sud verso le Isole Keys con capolinea Key West. Senza guardare l’orologio e senza avere una meta precisa, guidai felice, spinto da un richiamo potente. Fu’ una notte accogliente e profumata d’estate, in cui il suono rassicurante del motore, l’aria fresca sulla faccia (era un cabrio), lo scorrere lento di palme, citta’ di mare e luoghi da sogno, mi portarono fino a Miami Beach, oltrepassando Fort Lauderdale, West Palm Beach e altre icone da patinate serie tv.

 

La Peugeot 2008 WTE ad Artimino, sulle colline intorno a Carmignano, pochi giorni prima della partenza.

 

Oggi, pensandoci, non posso dire con esattezza quando e per quale motivo la strada è riuscita a plasmare, in auto o in bici, in modo cosi profondo e privilegiato, il mio modo di osservare e di godere del mondo. Ma se dovessi indicare una delle tante occasioni in cui ho capito essere quella la mia dimensione ideale, la notte della Florida, quella notte di soste da Walgreen, yatch all’ormeggio e pompe di benzina, è stato uno di quei momenti. Uno di quegli attimi speciali in cui capisci che la vita si nutre di istanti che durano per sempre. Istanti preziosi da custodire con cura.

 

26 Giugno 2014. E’ tempo di riallacciare un filo, di tornare là dove la terra finisce e dove il vento è impetuoso, il luogo dove, solo due mesi fà, io e la mia Peugeot RSM01 Solaris siamo giunti a conclusione del primo viaggio del Peugeot World Tour, la Marrakech-Cabo da Roca. Tra 48 ore, con la felicità e l’impazienza di chi sta leggendo un libro appassionante e giusto appena iniziato, sarà il momento di voltare pagina per dare il via alla Cabo da Roca-Tokyo. Questa nuova traversata Overland, della durata di 63 giorni, attraverso 18 nazioni e che prevede quasi 20.000 km di percorrenza è stata, sotto l’aspetto organizzativo e progettuale, il piano piu’ intenso, e allo stesso tempo piu’ appagante e coinvolgente, che ho mai sostenuto da quando organizzo spedizioni avventura.

 

Un impegno supportato, importante ancor di piu’ nei passaggi impegnativi, da una Passione autentica e smisurata. Passione stavolta non solo mia e del mio Partner Peugeot Italia, ma condivisa anche, e lo dico con la gioia del lupo solitario, dal mio equipaggio.

 

I nomi dei membri dell'equipaggio sulla Peugeot 2008

 

Durante il recruiting ero in cerca di persone con esperienza dotate di incontrollato entusiasmo, alla fine invece ho scelto quelle, con esperienza, ma dotate di calcolata follia. Ancora non ho capito se sono stato solo audace o autenticamente folle, e forse è meglio che rimanga mistero. Ma scherzi a parte, Sergio Beato e Niccolo’ Berardi sono saliti a bordo arricciandosi le maniche e lavorando sodo. Tra l’altro, nel momento in cui scrivo e con la prontezza tipica dei bolognesi, Sergio è partito prima dello sparo ed è già sul posto, a Lisbona, in compagnia della nostra 2008.

 

Peugeot 2008 WTE ad Artimino, poco prima della partenza.

 

E proprio parlando di lei, la Peugeot 2008 WTE che ci accompagnerà, e che noi probabilmente sentiremo piu’ come una fedele amica piuttosto che un mezzo di trasporto, è l’unica di tutti noi che già conosce un pezzo della strada da fare. E’ infatti la gloriosa Peugeot 2008 che ha già partecipato al Mongol Rally 2013 e anche grazie a questa importante esperienza, spesso fuoristrada, abbiamo a disposizione un’auto con un’assetto, delle sospensioni e una preparazione particolare, adatta ad affrontare i duri terreni che con ogni probabilità troveremo in Kazakhstan e in Siberia. L’auto dispone inoltre di un impianto di illuminazione aggiuntivo, e molto potente, sul tetto, oltre ad un treno di gomme aggiuntivo, taniche di benzina per far fronte ad eventuali zone senza rifornimento, alcuni ricambi ed attrezzi. La quantità di carte, documenti, permessi doganali, visti e carnet è pari, per importanza e per numero, alle dimensioni epiche dell’intero viaggio.

 

Infine la conferma da parte della nostra Ambasciata a Tokyo, arrivata giusto da pochissimi giorni e sincero motivo di orgoglio per tutti noi, è appunto la decisione di concludere la nostra traversata il giorno 27 agosto, a Tokyo, nella sede della nostra rappresentanza diplomatica. Quindi abbiamo un motivo in piu’, e decisamente prestigioso, per arrivare puntuali.

 

Che altro dire, dopo anni di box enormi in cui mettere la bici per il trasporto aereo, sento un sottile ed inaspettato piacere nel preparare un semplice, trasportabile e comodo trolley, proprio come fanno le persone normali. La strada per Tokyo è aperta.

 

 

Andrea Tozzi

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