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Ieri, sulla spiaggia di Algeciras, Spagna. Sullo sfondo la Rocca di Gibilterra, Regno Unito.

 

 

Ieri sulla spiaggia di Algeciras, Spagna. Sullo sfondo la Rocca di Gibilterra, Regno Unito.

 

Tappa 10
Algeciras – Jerez de la Frontera / km 102

Coordinate GPS: Algeciras: 36° 8.016’ – 5° 26.873’ – 37 mt slm
Jerez de la Frontera: 36° 40.839’ – 6° 8.154’ – 52 mt slm
Stato/i: Spagna
Regione/i: Andalucia

Caratteristiche paesaggio: Collinare.
Altimetria scalata: 1288 mt

 

 

El Chiringuito, El Papito, El Caminito, le tapas.. Com’è bella la Spagna. Se c’è un paese che tutto l’anno ha sempre il sapore dell’estate ed è capace di trasmettere visioni di spiagge, divertimento e un modo di vivere scanzonato, ma civile ed efficiente, quello è la Spagna. Sono innamorato di questo paese dai tempi delle “Las Ketchup”. Ricordate? Le tre andaluse assatanate che distrussero il sonno del mondo intero con il primo vero tormentone musicale della storia, “Aserehe”. Era il 2002, e grazie a quel balletto non si è ancora riusciti a capire quante persone accusino oggi, dolori a spalle, gomiti e polsi. Comunque in quell’anno, insieme a due amici, decisi di girare, partendo da Firenze, tutto il paese in macchina. In totale macinammo 8000 km. Fu un’estate torrida, ma che mi è rimasta nel cuore.

 

Cappuccino con crema de leche

 

Inoltre lo ammetto, da qualche giorno c’è anche un altro motivo, ancora piu’ personale, che mi porta a sentire piu’ vicina la penisola iberica. Le cure e il servizio (impeccabile, veloce, cordiale, gratuito) che ho ricevuto all’Hospital Universitario di Ceuta, mi hanno salvato dal diventare protagonista della prossima stagione di “The Walking Dead” e, soprattutto, permesso di proseguire il nostro raid afroeuropeo d’apertura.

 

Scalinata

 

Tappa 10. Dopo aver buttato giu’ un delizioso cappuccino con crema de leche nel piu’ vintage dei café di Algeciras, monto in sella alla mia Peugeot RSM01. La mia Solaris è la stella del deserto e, come una macchina da rally, si fa’ vanto, con merito, della polvere rossa che le è rimasta addosso. E’ il rosso inconfondibile dell’Alto Atlante e per quello che ha richiesto collezionarla, per me, adesso, vale piu’ dell’oro.

 

Jerez de la Frontera

 

Fuori dalla città mi butto in un paesaggio profumato di primavera e dove la flora dominante è la bassa, autentica, macchia mediterranea. Su un terreno quasi mai pianeggiante e che si snoda tra sterrato e asfalto, ben presto mi rendo conto di quanta preziosa energia mi abbiano sottratto l’intossicazione e le cure che l’hanno allontanata (antibiotici). Nelle gambe manca davvero molto e spesso ho dei giramenti di testa, ma mi sento bene psicologicamente. Il sole dell’Andalucia, luminoso ma mai troppo caldo oggi, mi trasmette certezze e sensazioni positive. Senza fretta, ad un ritmo piu’ blando del solito, i chilometri scorrono e al numero 102 pedalo, finalmente, sullo stretto pavée di Jerez de la Frontera.

 

Jerez de la Frontera

 

Tra qualche giorno spero torneranno le forze, ma intanto, con tanta tenacia a cui sinceramente spero di non dover essere richiamato molto presto, siamo ripartiti, tornando a Ruggire. Cabo da Roca si avvicina, e questo conta.

 

Il mio ultimo pensiero di oggi và alle persone morte per la Libertà del nostro Paese, grazie a loro io posso limitarmi a festeggiare il 25 aprile, senza dover conoscere personalmente quello che è stato. Ricordiamolo sempre, sopra ad ogni colore. Viva l’Italia.

 

 

Andrea Tozzi

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