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Norikura – Yamanako / km 188
Coordinate GPS: Norikura 36.123724 – 137.618023 – 1488 mt slm
Yamanako 35.42597 – 138.848962 – 988 mt slm
Stato/i: Giappone
Regione/i: Prefettura di Nagano (JAP)
Yamanako – Tokyo / km 132
Coordinate GPS: Yamanako 35.42597 – 138.848962 – 988 mt slm
Tokyo 35.689488 – 139.691706 – 37 mt slm
Stato/i: Giappone
Regione/i: Prefettura di Nagano, Prefettura di Saitama, Prefettura di Tokyo
(JAP)

 

 

 

Km totali Cabo da Roca / Tokyo: 19382

 

Guardo fuori dalla finestra il cielo lattiginoso che sovrasta Tokyo e sto ancora sbadigliando quando la città mi da’ il buongiorno, a modo suo, con una breve ma decisa scossa sismica. Esclamo con stupore “Ragazzi il terremoto!”, ma ci rimango abbastanza male quando un attimo dopo realizzo che dei tre, quasi avessi viaggiato con persone abituate ogni giorno al fenomeno, sono io l’unico che si allarma. Poco dopo, accorgendomi che neppure la città si è scomposta di un attimo, mi tranquillizzo, ma ugualmente decido di anticipare la mia uscita in strada.

 

 

Il Peugeot World Tour è arrivato a Tokyo, precisamente nel quartiere Roppongi e giusto a due passi dal famoso incrocio di Shibuya, uno dei luoghi a piu’ alta densità di tutto il pianeta. Il nostro proposito di scalare il Monte Fuji, ieri a Yamanako, è purtroppo saltato per le pessime condizioni meteo che abbiamo trovato nelle ultime ore. Il grande gigante, dalla forma conica perfetta e perennemente avvolto dalla nebbia, non si è neppure fatto immortalare in qualche scatto celebrativo, lasciandoci come unica via quella di salire in auto, puntare alla megalopoli nipponica e tagliare il traguardo.

 

Difficile ora credere di essere arrivato. Per circa due mesi la mia vita è stata scandita da ritmi, azioni e tempi ogni giorno diversi. E tra i ricordi di questo lunghissimo viaggio non potranno certo mancare le infinite volte in cui ognuno di noi ha detto all’altro “vuoi il cambio?”, oppure “attento a quella buca!”, o ancora “era quella, torna indietro”. Strade e nomi impronunciabili in polacco e in cirillico, gli ideogrammi coreani e giapponesi, cittadine ancora ferme in Unione Sovietica e metropoli lanciate nel futuro dell’iperspazio.

 

 

Il ritmo durissimo dei primi dieci giorni e l’euforia autentica scandita da ogni confine superato, i documenti tradotti e i timbri sul passaporto, le attese alle dogane e le poche ore di sonno, le difficoltà nel fare rifornimento e il sorriso malizioso del poliziotto che tenta di arrotondare, le risate in auto, i ricordi lontani e infine loro, i diciotto protagonisti della nostra Avventura. Ogni paese una storia, alcuni complicati mentre altri facili facili, ma tutti unici e con grande personalità. E in sottofondo il motore della nostra Peugeot 2008 WTE, una voce familiare di cui adesso conosciamo ogni intonazione ed ogni sussulto, che ci ha cullato, instancabile, per ben 19382 km.

 

 

E proprio la 2008 WTE, compagna di viaggio a cui ormai ci siamo affezionati in modo speciale, ha superato, adattandosi come noi, le tante difficoltà che sono puntualmente arrivate con la strada. Tra un paio di giorni la guerriera sarà imbarcata al porto di Yokohama per il rientro via mare, mentre noi torneremo a casa in aereo.

 

Ma torniamo al viaggio. Un’evoluzione geografica straordinaria coperta sempre, per scelta, su strade secondarie, tracce nei campi, a volte poco piu’ che mulattiere, altre volte su perfette strade asfaltate. Ma tranne rarissimi e brevi momenti, mai su autostrada e strade veloci. Lunghi tempi di percorrenza e, come contropartita, la possibilità di poter apprezzare, con maggiore qualità, la scala cromatica dei tanti paesaggi che abbiamo attraversato. Dalla taiga siberiana al formidabile skyline urbano delle città coreane e giapponesi, dai cavalli selvaggi del Kazakhstan alle Alpi, i Pirenei e i monti Urali. L’acqua color cristallo del lago Baikal e due luoghi del ricordo per eccellenza, dolorosi e senza tempo. Auschwitz e Hiroshima. E infine loro, l’Atlantico e il Pacifico. I due Oceani che hanno segnato l’inizio e la fine di 63 giorni passati on the road.

 

Cabo da Roca / Tokyo. Chiusura Ufficiale della Spedizione overland.

 

Un piccolo bosco completo di lago, un’edificio dal profilo elegante e una bandiera tricolore che sventola nel cuore di Tokyo. L’Ambasciata d’Italia dista da Roppongi e dal nostro appartamento circa2 km. E tanti sono i metri che la nostra Peugeot 2008 WTE dovrà fare domani per l’ultima volta, per essere ricevuta, insieme a noi, dalla rappresentanza diplomatica del nostro paese. E cosi domani, ancor prima di atterrare a Roma il 31, chiuderemo la nostra Avventura nel luogo per noi piu’ naturale, e che adesso ci manca un pò. Il territorio italiano, qua in Giappone.

 

 

Un’occasione speciale che ci tengo a dirlo, rende omaggio, tramite noi, a tutte le persone che oggi, nel nostro paese, alimentano con le loro storie il concetto di Avventura Made in Italy. Perche dietro la parola Avventura, se autentica, ci sono sempre parole come intraprendenza, coraggio, capacità, flessibilità e una sana dose di follia che non guasta mai. E in un mondo che trasversalmente, quasi in ogni aspetto, tende sempre piu’ al ribasso, ogni storia pulita, onesta e che parla di coraggio, dovrebbe essere, per il bene di tutti, degnamente celebrata. Di esempi negativi ne abbiamo a sufficienza.

 

Ringraziamenti

 

Sono passati sei mesi dal momento in cui, pieno di speranze, iniziai il recruiting dell’equipaggio. Non conoscevo le facce di chi sarebbe venuto con me in quest’avventura, ma conoscevo perfettamente la luce che volevo vedere nei loro occhi, chiunque fossero stati. E proprio quella luce, che descrive una persona meglio di qualsiasi aggettivo o qualifica, l’ho trovata, parlando del viaggio, negli occhi di Niccolo’ Berardi e Sergio Beato. Trasformare la stanchezza, i ritmi disumani e migliaia di km difficili in gioia, bellezza e piacere, è una cosa che, obiettivamente, non riesce a tutti. Li ringrazio per aver condiviso con me due mesi della loro vita. Insieme siamo stati una grande Squadra.

 

E parlando di squadra ringrazio il mio Partner Peugeot Italia, il player unico grazie al quale corrono, veloci e potenti come corrente elettrica, tutti i miei sogni e le mie ambizioni. Ringrazio il dealer Peugeot di Fukuyama e Peugeot Japan per la calda ospitalità che ci hanno riservato. Ringrazio l’Ambasciatore italiano per averci concesso il grande onore di chiudere il viaggio in Ambasciata. E soprattutto ringrazio Voi, per essere stati a bordo della 2008, insieme a noi, fino a Tokyo.

 

Peugeot World Tour. Prossima tappa.

 

Era una mattina di aprile e il sole caldo di Ouarzazate, luogo in cui ho inaugurato il Peugeot World Tour con il km 0, dista da me esattamente 85 giorni. Da quel momento ho percorso 20992 km, spalmati su 3 continenti e 19 nazioni. Adesso, con la fine della Cabo da Roca / Tokyo arriva per noi anche il giro di boa del Giro del Mondo Peugeot. E’ quindi tempo di mischiare le carte, ancora una volta, e di cambiare mezzo, atmosfere ed emisfero. Il prossimo appuntamento con il Peugeot World Tour è per il 13 dicembre 2014, tra poco piu’ di tre mesi, momento in cui io e la mia Peugeot RSM01 “Solaris” voleremo in Cile, per dare l’assalto prima alla Carretera Austral (1200 km) e poi, una volta in Argentina, alla Ruta 40 (1300 km). Tutti off road, di nuovo in solitaria e in autonomia.

Obiettivo: Tierra del Fuego e Capo Horn.

 

 

Andrea Tozzi

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