CONDIVIDI

 

 

Seoul – Donghae / km 433
Coordinate GPS: Seoul 37.566535 – 126.977969 – 42 mt slm
Donghae 37.524719 – 129.114292 – 30 mt slm
Stato/i: Corea del Sud
Regione/i: Seoul, Gyeonggi, Gangwon (KOR)

 

 

 

Mi piacciono i trailers del mondo proiettati negli aeroporti, le navi oceaniche, le partenze prima dell’alba, le camminate notturne, il mito del grande nord, i promontori artici coperti di muschio, le capanne di legno, i villaggi dei pescatori isolati dal mondo, il profumo delle conifere e quello dell’erba appena tagliata, il bisbiglio della neve che cade, l’aria pulita e cristallina del freddo intenso, il conforto del fuoco acceso, il vento che scuote e il silenzio che scalda. Mi piace il senso di movimento, l’euforia di vedere il nuovo, l’ebbrezza di essere indipendente e libero come il vento, mi piacciono i paesaggi che arrivano dopo la fatica.

 

 

E di paesaggi, in questo viaggio cosi lungo che pare impossibile anche a noi stessi, abbiamo fatto collezione. Lasciamo Seoul, eccitata ed euforica per l’arrivo del Papa, mentre noi, al contrario, ci prepariamo un po’ tesi ad affrontare la seconda ed ultima traversata notturna, destinazione Giappone. Previsioni del tempo avverse e 16 ore di navigazione che separano Donghae da Sakai Minato. La nostra Peugeot 2008 nella pancia della nave, noi invece, in cabina, su scomodi materassi futon.

 

 

La notte è tribolata. La piccola nave balla parecchio, e insieme al rumore del motore che arriva dal ventre del traghetto, dormire è praticamente impossibile. Mi alzo spesso nel cuore della notte in preda alla smania, solo per decidere, dopo aver urtato una volta di troppo contro le pareti del ponte, che è ora di tentare ancora la carta del sonno. Per fortuna il mio stomaco regge e lentamente, in qualche modo, scivolo nel sonno. Sono le dieci del mattino quando fuori dagli oblo’ della cabina, vedo sfilare, dentro il grigiore di un tempo inclemente, le strutture del porto di Sakai Minato. E’ un attimo e l’impazienza di scendere diventa forte, fortissima.

 

 

Torno in Giappone dopo cinque anni, il paese che forse, piu’ di tutti gli altri, avevo voglia di rivedere. Nel terminal portuale, dentro le stanze della dogana, inizia la lunga trafila burocratica, fatta da ispezioni ai bagagli, compilazione di documenti e firme a profusione. Poi fuori, con gli addetti alla dogana, per l’indagine scrupolosa della nostra Leonessa. Passano in tutto tre ore ed eccoci finalmente liberi. L’ultimo avvertimento della dogana “ricordate ragazzi, si guida a sinistra!” ci fa sghignazzare, poi il cancello della zona doganale si apre, giriamo la chiave e la 2008 inizia a mordere il suolo nipponico. Il Peugeot World Tour, questo grande disegno che sta abbracciando tutto il globo all’insegna dell’Avventura autentica, è giunto fin qua. Dal Portogallo al Giappone.

 

Hiroshima, Kyoto, le Alpi giapponesi, il Monte Fuji e poi, dopo 20.000 km overland, c’è lei, c’è Tokyo. Numeri da venerdi sera.

 

 

 

Andrea Tozzi

NESSUN COMMENTO

LASCIA UN COMMENTO