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Donghae – Seoul / km 418
Coordinate GPS: Donghae 37.524719 – 129.114292 – 30 mt slm
Seoul 37.566535 – 126.977969 – 42 mt slm
Stato/i: Corea del Sud
Regione/i:  Gangwon, Gyeonggi, Seoul (KOR)

 

 

E’ il regno dell’abbondanza, il principato dell’imbarazzo della scelta e il feudo delle cose che funzionano. Con la Corea del Sud, paesaggi a parte, è tornata la facilità nel fare le cose piu’ semplici e banali: acquistare un biglietto, fare benzina, trovare una lavanderia, chiedere informazioni, mangiare qualcosa.

 

Di colpo mi trovo in un mondo popolato da persone miti che anche quando non sanno sorridono sempre, mettendoti a tuo agio; un mondo di neon, di led ed insegne luminose messe ovunque come i post-it, di pannelli di controllo della camera d’albergo con cui si accende e si controlla tutto, dal televisore all’aria condizionata, dalla chiusura della porta all’illuminazione.

 

 

E’ un mondo, quello dell’estremo Oriente hi-tech, sempre straordinariamente confortevole, ma arrivarci adesso dalla Russia, significa vivere le prime ore come in assenza di gravità, avvolti in un limbo di efficienza, di gesti cortesi, di luce e di computer, di wi-fi fotoniche e mercatini colorati. Siamo stati cosi pronti a far fronte ad ogni genere di imprevisto e difficoltà che ora, mentre tutto ci viene concesso senza lotta e senza discutere, ci rimaniamo perplessi e quasi male.

 

 

Poco fa’, mentre chiedevo informazioni al proprietario di una lavanderia, mi sono accorto che stavo inconsciamente tentando di sabotare una conversazione filante e senza intoppi, ponendo domande strane e ripetitive, poiché non accettavo che la faccenda, che in Russia avrebbe richiesto dai dieci ai quindici giorni per essere risolta, fosse in realtà già conclusa.

 

La verità, semplice semplice, è che un italiano, per fortuna o purtroppo come diceva Gaber, vive in un paese straordinario, ma allo stesso tempo terribilmente complicato, e va da sé che nel nostro dna c’è una bella tolleranza all’imprevisto, all’intoppo e all’adeguamento. Ma vivere la Russia sulla strada per quasi un mese, rappresenta anche per l’italiano piu’ scafato, ne piu’ ne meno, un autentico Master di Specializzazione. E arrivare in Corea, è un po’ come chiedere ad Einstein di mettersi a rifare le tabelline dopo aver elaborato la Teoria della Relatività.

 

 

I 418 km di strada che separano Donghae, sulla costa est, da Seoul, costa ovest, mi ricordano fortemente il tratto dell’A1 da Firenze a Bologna. Montagne verdi come i nostri Appennini, ma la vegetazione qui è piu’ fitta, e colorata di una tinta verde scuro che rende il paesaggio misterioso ed attraente. Lungo la strada sostiamo in stazioni di servizio scintillanti che offrono ogni genere di mercanzia e servizio, poltrone massaggianti e spazi interattivi, connessi con chiunque.

 

Sono le due del pomeriggio quando la Peugeot 2008 WTE arriva, facendosi strada all’interno di un dedalo di stradine, di fronte al nostro albergo nel cuore della capitale coreana, una città da 20 milioni di persone e altrettanti carrettini street food. Intorno a noi, mentre scarichiamo i bagagli, armata di ogni genere di attrezzature e costumi, una troupe cinematografica sta girando un film. Probabilmente, a giudicare dalla parrucca viola fluo dell’attrice, si tratta di Paranormal Activity 20.

 

 

Grattacieli e mercatini tradizionali, bazar e centri commerciali da sogno, Seoul sarà la base del Peugeot World Tour per diversi giorni, e a quanto pare, stavolta siamo proprio al centro dell’azione.

 

 

Andrea Tozzi

 

p.s. Un grande in bocca al lupo ai nostri Amici italo-cechi, salutati ieri a Donghae, dopo due giorni insieme.

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