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Khabarovsk – Vladivostock / km 768
Coordinate GPS: Khabarovsk 48.476563 – 135.079651 –
Vladivostock 43.133333 – 131.9
Stato/i: Russia
Regione/i:  Distretto Federale dell’Estremo Oriente Russo (RUS)

 

 

 

Siamo arrivati a Vladivostock ieri pomeriggio, dopo l’ultima tappa di 768 km iniziata a Khabarovsk, pieni di eccitazione, voglia di mare e di una Russia un po’ diversa. E invece, con una certa delusione, mi sento come chi, euforico al pensiero di ballare l’ultima hit del momento, assiste impietrito il deejay che mette su’ Sandy Marton, con “People from Ibiza”. Balli ugualmente, ma il sorriso s’increspa, e il drink diventa caldo.

 

E’ nebbia modenese, o almeno io sarei pronto a giurarlo, quella che ci ha seguito fin qua al capolinea della Russia. Niente ancore arrugginite, ne’ gabbiani, ne’ vissute e fascinose navi all’ormeggio con cui fantasticare. L’oceano Pacifico è completamente avvolto da una densa coltre di nebbia e per verificare di essere giunti in riva al grande gigante non resta che credere al gps e a quella enorme macchia blu sullo schermo. Dopo aver brancolato come rabdomanti per qualche chilometro, decidiamo di trovare il nostro albergo, parcheggiare la 2008 e concederci una bella dormita.

 

Stamani al risveglio, e poco dopo sulla strada, ho la riprova dei miei sospetti. Mentre dormivo mi hanno dato la parte del serpente nel rettilario. Altro che una fresca estate russa. Occhiali che si appannano, chioschi dei gelati con bambini festanti e litri di acqua per non evaporare. Guardo il termometro e segna quasi 40°, ma è l’umidità, degna dell’Amazzonia, che sorprende e stordisce.

 

 

Il programma di oggi è impegnativo e poco dopo, meglio temperati al caldo, ci buttiamo a capofitto a spuntare la lista degli impegni. Passaggio 1: Cambio olio e soprattutto un nuovo treno di gomme (erano a brandelli) per la nostra Peugeot 2008. Dopo 17000 km che neppure il piu’ duro stress-test fatto sui banchi potrà eguagliare, un controllo generale è il minimo che potessimo fare per prenderci cura di chi ci ha portato cosi lontano.

 

Un’ora di pit-stop, salutiamo i gentilissimi ragazzi dell’officina con qualche foto e subito alla compagnia marittima per i biglietti, i documenti e tutte le formalità doganali. Abbiamo preparato questa spedizione, come le altre, con cura e scrupolo, inviando decine di email a dogane, enti, associazioni automobilistiche, compagnie marittime e agenzie portuali. Ma il fatto che siamo in Russia, mercoledi partiremo per la Corea e infine andremo in Giappone significa avere tra le mani il cubo di Rubik, e con il suo stesso numero di combinazioni, qualcosa, complice la sogghignante legge di Murphy, puo’ andare storto.

 

Alle 19.00, infinite discussioni e tentativi di capirci dopo, lasciamo la stazione marittima con i problemi alle spalle, e io con un ciuffo di capelli bianchi in piu’. E’ l’Avventura, ed è fatta anche di burocrazia, scartoffie e interpretazioni bizzarre, purtroppo. Ma è andata e ora non conta piu’ niente. Conta solo che tra 48 ore si va tutti in Corea del Sud. Destinazione Seoul.

 

 

Andrea Tozzi

 

 

p.s. Internet a vapore = foto impossibili da caricare = domani recupero. Buon pomeriggio Italia.

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