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Kansk – Irkutsk / km 877
Coordinate GPS: Kansk 56.2 – 95.716667 – 204 mt slm
Irkutsk 52.312222 – 104.295833 – 427 mt slm
Stato/i: Russia
Regione/i: Distretto Federale Siberiano (RUS)

 

 

La taiga, lo sfondo naturale tipico delle regioni subartiche dell’Eurasia e del nord America, ci sfila accanto per quasi 900 km, alla velocità media di 65 km/h. L’asfalto perfetto che ci ha accompagnato nel cuore della Siberia è infatti di nuovo sostituito, a tratti, da deviazioni, strade nei campi, sentieri impossibili e rocambolesche nuvole di polvere in cui, a volte ridendo, a volte innervosendoci, ci buttiamo insieme a jeep anteguerra, Lada scassate e carretti trainati da cavalli. Tutto intorno foreste di betulle, pini e conifere, intervallate da campi immensi di fiori color viola, piccoli stagni e villaggi di legno sopiti nel tempo e negli elementi.

 

 

 

La Siberia vista oggi è una terra splendida popolata di sogni e leggende, e per me, amante del freddo e dei paesaggi artici, anche una costante tentazione a tornarci in inverno, nella sua cornice ideale. La Russia siberiana, bella come il cristallo, è un’istantanea senza tempo che oltre ai richiami sovietici, di cui è piena e forse nostalgica, è anche un luogo di gente dura che vive di poco e con poco. In questi piccolissimi villaggi dalle finestre colorate, con i ciocchi di legno accatastati in vista dell’inverno, orti e piccoli campi di patate, si respira l’aria polverosa degli avamposti.

 

 

Sulla strada, insieme alla nostra Peugeot 2008 WTE, alcune famiglie viaggiano ammassate su antichi sidecar dall’aspetto giurassico, altri su carretti pieni di fieno e decisamente in troppi su sbuffanti camion “Kamaz”, che appestano tutti indistintamente con pesanti nuvole nere. Volti interessanti e vissuti ci guardano, ci studiano, a volte tentiamo uno scambio di informazioni, fallendo miseramente, ma divertendoci moltissimo.

 

 

Sguardi truci, sigarette in bocca, gente in canottiera con facce emaciate si alterna a volti bellissimi dai tratti asiatici. La Russia, il paese piu’ grande del mondo, racchiude una tale moltitudine di popoli, culture, colori della pelle e tratti somatici, che è miracoloso pensare che tutto e tutti siano comunque sotto la stessa bandiera.

 

 

 

Irkutsk: zigomi larghi, occhi a mandorla e colori forti. Crocevia, punto di arrivo da e per l’Oriente, è la Russia che, a dire la verità, ancora speravo di trovare. Un posto denso di fascino in cui si ha l’esatta sensazione di essere lontani da casa, molto lontani.

 

 

 

Russi. Ho spesso l’impressione che l’approccio solitamente rude, secco e talvolta sgarbato, che quasi tutti ci hanno riservato da Mosca ad Irkutsk, sia però solo il primo contatto con un popolo che, una volta rotto il ghiaccio, sia pero’ caloroso e piuttosto ospitale. E’ giusto un’impressione e purtroppo la barriera linguistica totale, stavolta, impedisce l’interazione. Quindi chissà se riusciremo a sgranocchiare pesce affumicato condito alla vodka insieme. Noi, approfittando di questi giorni di sosta senza dover guidare, di sicuro lo faremo.

 

 

 

Leggende. Le carrozze verde scuro, lo stemma rosso della Repubblica Popolare Cinese e la targa “Pechino – Ulan Baator – Mosca”. Il treno trans mongolico appena giunto nella stazione di Irkutsk e’, come per il transiberiano, molto piu’ che un treno. Chiamereste mai semplici navi l’Andrea Doria e il Titanic?

 

 

 

Ad Irkutsk, capitale de facto della Siberia, c’è chi arriva in treno e chi in auto come noi, ma tutti, indistintamente e a prescindere dalla direzione, portiamo grandi bagagli e altrettante storie. La nostra è ancora lunga, e domani tocca il lago Baikal.

 

 

Andrea Tozzi

 

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