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Astana. Kazakhstan.
Peugeot World Tour. Tappa 2. Day 19 – 20.

 

 

Nei pasti principali, di solito, non ho alcun problema a sperimentare le delizie della gastronomia locale. La cucina e’ infatti un elemento fondamentale da cui, per conoscere e capire un paese, non si puo’ davvero prescindere. Ma a colazione, tra l’altro il mio pasto preferito, proprio non mi va di buttar giu’ dolcetti acidi, carne di cavallo e porridge al punto interrogativo. Sono sapori troppo forti per il palato della mattina, soprattutto per un palato italiano.

 

 

E cosi, mentre sono in cerca di una colazione piu’ europea, avvisto sulla strada una caffetteria che attira la mia attenzione. Mezzo litro di caffè e un muffin al cioccolato grande quanto un giavellotto. Sono una persona felice ma la mia estasi dura un attimo, giusto il tempo di scoprire, addentando il muffin, che anche il sapore è quello del giavellotto. Ma non mi scompongo, spolvero tutto e dieci minuti dopo sono in strada, alla scoperta del parco giochi piu’ famoso del Kazakhstan: Astana.

 

 

Ok lo ammetto. Vago per i suoi viali profumati con lo spirito di un bambino che crede alla favola di babbo natale. In effetti piu’ di una volta sono tentato di andare sul retro degli edifici per capire se sono veri oppure, come in uno studios cinematografico, c’e solo la facciata. Magari di cartone.

 

 

Astana. Come descrivere un posto del genere? Una città che profuma di Dubai, di Las Vegas e di Atlantic City. Ma che, a differenza delle altre, e come un castello con ponte levatoio perennemente alzato, non ha alcun contatto con il territorio che la circonda.

 

 

Cristalli dorati, grattacieli, prospettive grandiose, fiori ovunque, splendide fontane e centri commerciali da capogiro. La società kazaka che passeggia per le strade dorate della capitale sembra uscita da Vogue, e per noi del Peugeot World Tour, che in questo posto ci siamo arrivati in auto, direttamente dal niente della steppa infinita e dai villaggi dimenticati da qualsiasi dio, difficile credere ad uno stacco cosi forte. Cosi brutale.

 

 

Astana, specialmente la parte nuova della città, che trova il suo apice con la torre Bayterek e la scenografica direttrice di cinque chilometri popolata da splendidi grattacieli, è tra le poche città al mondo interamente progettate in blocco, e tutto, dalle suggestive prospettive ai maestosi boulevard, pronti da incorniciare con la macchina fotografica, lo testimonia.

 

Idrocarburi tradotti in benessere, la nuova El Dorado e’ comunque un colpo d’occhio formidabile, e sebbene parli del Kazakhstan quanto La Bibbia faccia dei sistemi macroeconomici, è un trofeo importante per la nostra spedizione overland. Un trofeo che arriva, km piu’ km meno, proprio al giro di boa. Sotto le ruote della nostra inossidabile Peugeot 2008 WTE sono andati infatti già 9000 km, e lasciatemelo dire senza sterile vanteria, ce li siamo conquistati tutti.

 

 

La nostra Grande Avventura, partita sulle sponde dell’Oceano Atlantico, è ormai giunta in Asia Centrale. Il prossimo obiettivo intermedio sulla mappa, che dovremmo raggiungere entro una settimana, è la città di Irkutsk, caposaldo della Siberia e della linea Transiberiana.

 

 

Siberia. Il suo nome, ancor prima di raggiungerla, è per me fascino e fantasmi. Sarà il nuovo capitolo del nostro romanzo, con storie di lupi, di solitudine e di binari che sfidano il permafrost, sullo sfondo di una terra addormentata. E’ l’altra faccia della Russia, e chissà cosa ci racconterà.

 

 

Andrea Tozzi

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