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El Chalten. Argentina.
Parco Nazionale Los Glaciares.

Peugeot World Tour, giorno 102, km 22034.

  

Nel mondo non esiste un luogo che non meriti di essere vissuto. “Tu vacci, e poi scoprirai perche ci sei andato”, disse qualcuno. Eppure è innegabile che in un progetto del genere, dove se è vero che ogni giorno insegna sempre qualcosa e in gioco ci sono la vastità e la varietà dell’intero pianeta, arrivano pero’ dei momenti e dei luoghi che, è proprio il caso di dirlo, svettano su altri, che segnano il passo, e che per maestosità e bellezza, rendono il Peugeot World Tour la perfetta vetrina sulle mercanzie che questo pianeta ha da offrire.

 

Ad El Chalten e’ arrivata la prima alba dell’anno e al mio risveglio, come tutti noi, trovo accanto al letto 365 post-it immacolati. Pochissimi dettagli, una vaga idea della storia di fondo e anche i personaggi li incontrero’ tutti strada facendo, ma per il post-it numero 1 ho un paio di nomi che suonano ad arte e non vedo l’ora di buttare giu’ qualche riga.

 

Il profumo delle enormi parillada appena consumate, qualche lattina di Quilmes sparsa qua è là in terra e i randagi che a capo basso vanno in cerca di avanzi. San Silvestro se n’è andato ed El Chalten dorme ancora beatamente quando mi muovo nel gelo del primo mattino alla scoperta dei suoi cittadini piu’ famosi. Impossibile usare la bici per raggiungere i campibase, e cosi oggi lascio la mia Solaris in città prima di prendere il sentiero per la Laguna Torre.

 

Dei tanti turisti che solitamente affollano i sentieri del parco nazionale Los Glaciares, probabilmente vittime del Malbec e delle abbuffate, stamani non c’è alcuna traccia. E cosi, passo dopo passo, sentendomi il privilegiato che visita un museo aperto solo a lui, scivolo dentro panorami irreali cosi perfetti da sembrare computer grafica, mentre nelle auricolari ho la compagnia del Signor Vangelis (Antarctica & Blade Runner soundtrack), che con la sua musica, se possibile, riesce ad amplificare un luogo a cui davvero non serve aggiungere niente.

 

Un essere umano respira circa 20.000 volte al giorno, ed è probabile che intorno alle 9 di stamani abbia iniziato a perdere per strada qualcuno dei miei. 10 km dopo aver imboccato il sentiero faccio una breve sosta al campo De Agostini e immediatamente dopo, raggiunto quasi al galoppo per l’eccitazione, mi trovo davanti ad una delle cime piu’ leggendarie di sempre, il Cerro Torre. Acqua cristallina, piccoli iceberg che galleggiano nella laguna e ogni tanto il frastuono causato dal ghiaccio in movimento che davanti a me, nel regno del freddo, abbraccia un magico mondo verticale. Medito davanti al gigante per un’ora chiedendomi tante cose o forse nessuna, poi torno sulla Terra per riprendere il cammino e incontrare gli altri titani.

 

Sotto un sole perfetto che scalda una giornata finalmente estiva, il gps mi conduce su sentieri abbandonati che mi regalano sorprese capaci di stordirmi. Poco dopo mi guadagno la Laguna Capri, l’altro specchio su cui si riflette la cima piu’ alta, il Fitz Roy. E insieme a lui, a completare una splendida corona, c’è il Poincenot, il St. Exupery e le altri cime minori. Alle 16, dopo circa 30 km di escursione, sono di ritorno ad El Chalten, giusto il tempo di incrociare le orde di trekkers che si affannano nel sole del pomeriggio cercando di smaltire i choripan. Io ho già avuto il mio premio.

  
Andrea Tozzi

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