CONDIVIDI
Africa

Africa

 

 

Tappa 5
kenifra – Ifrane / km 97

Coordinate GPS: Kenifra: 32° 56’ 22” – 5° 40’ 3” – 837 mt slm
Ifrane: 33° 31.617’ – 5° 6.463’ – 1652 mt slm
Stato/i: Marocco
Regione/i: Meknès-Tafilalet

Caratteristiche paesaggio: Collinare, montagna.
Altimetria scalata: 1273 mt

 

 

In appena 100 km di territorio mi sono lasciato alle spalle un paesaggio africano fatto di sterpaglie, case di fango e siccità, per entrare in una sorta di deja-vu tirolese, corollato da prati verdissimi e architettura alpina, chiamato Ifrane. Non parlo di un nuovo prodotto Apple ma della stazione climatica, fondata dai francesi e destinazione della tappa numero 5, in cui mi trovo adesso. Dopo 97 km in bici sciolgo le gambe facendo due passi sulla via principale e mentre osservo i tavoli affollati del Cafè de la Paix, penso che sarebbe stato bello, e infinitamente piu’ suggestivo, vedere i tetti spioventi di questa cittadina turistica coperti di neve, nel loro sfondo naturale. Cio’ nonostante è un posto che emana un certo fascino anche a 30°, mostrando un volto diverso e piu’ benestante, di un paese che non lo è.

 

Verso Ifrane, curve e salite non mancano mai.

 

Persone con aria efficiente curano i giardini e tengono pulito il gioiellino del Medio Atlante, tutto sotto gli occhi benevoli del sovrano, che li osserva dalla gigantografia ai bordi della strada. Passeggio senza meta ma quando sfilo davanti ad una patisserie tirata a lucido la salivazione aumenta e decido di salutare il calo di zuccheri che mi ha scortato negli ultimi chilometri, affondando i denti in un paio di squisitezze accompagnate da un espresso a regola d’arte. Questo posto mi piace.

 

Sono stato ribattezzato Tozzi Anzzed..

 

Come altri posti turistici di vecchia data, Ifrane è testimone di un processo costante che accoglie modernità e decadenza. Il mio albergo per esempio, cosi come altri, è lontano eco dello splendore che fù e adesso, nonostante il blasone e l’evidente antica opulenza, avrebbe bisogno di una rinfrescata, o di essere demolito. Soluzioni agli antipodi, ma entrambe valide.

 

Il Marocco "africano". Terra, aridità e tanto rosso.

 

Tappa 5. Coprire quotidianamente la media di 100 km su una mountain bike carica di equipaggiamento è l’equivalente, in termini di energia impiegata, delle maxi tappe stradali da 200 km fatte in America sull’altra bici Peugeot, neppure un anno fà. A 25-30 km/h, le ruote larghe ed artigliate della mia Solaris, danno vita ad un sound che se dovessi paragonare in musica, definirei Heavy Metal. Bici stradale e mountain bike, solo il nome del mezzo è lo stesso, la loro natura invece è profondamente diversa. Da una parte l’esaltazione sportiva, il brivido della velocità e la copertura di distanze automobilistiche, dall’altra invece il contatto incredibilmente stretto con la natura e la capacità di superare ogni tipo di ostacolo naturale. Per quanto mi riguarda ho capito di amarle entrambe.

 

In ogni caso oggi, vuoi per la pulizia della trasmissione che ho fatto ieri sera (era ridotta ad un impasto di olio e polvere), vuoi per il verde o le vallate profumate, i primi 70 km sono volati. Poi, in località Azrou, è arrivato un muro lungo 20 km, alla fine del quale è arrivata Ifrane.

 

 

5 giorni e praticamente metà Marocco è già in archivio. Il nostro parziale segna ora 528 km e 6525 mt di scalata, adesso solo 70 km mi separano dalla città imperiale di Fés e il primo giorno di stop completo.

 

 

Andrea Tozzi

NESSUN COMMENTO

LASCIA UN COMMENTO