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Siamo a Klenovà, tornati dal Czechout party dove abbiamo fatto la registrazione e conosciuto qualche sbroccato della compagnia. Nella scuderia del Mongol Rally la 2008 si distingue sia per la novità in sé, sia per la sua nobile presenza in mezzo ad un assortimento di auto con cui sarebbe scomodo anche andare a farci la spesa.

 

Fermandoci a chiedere indicazioni in un bar ci siamo ritrovati a bere una birra con tre tizi inglesi che partecipano con una C1 recuperata chissà dove, raddrizzata a martellate, assemblata col poliuretano espanso (per rendere l’idea, il passo di sinistra rispetto a quello destro è più lungo di cinque cm)… con la metà dei visti necessari per arrivare alla metà…
Insomma, con la nostra 2008 bella, lavata e stirata c’era quasi da sentirsi in imbarazzo.

 

La macchina si comporta bene. Il motore scelto (per questioni di regolamento) è il 1199 cc benzina turbo da 82 cv. Ottimo per la città (prima di partire Peugeot ci ha prestato una 2008 con questo motore per farci la mano), staremo a vedere come si comporterà nelle prossime settimane. L’auto, tra noi, i bagagli e l’allestimento di Ferri Corse non è più un fuscello da 1045 kg…
Siamo partiti da Torino e, a tavoletta, non superava i 136 km/h. In autostrada si viaggia costantemente a chiodo, quindi.

 

Ieri sera siamo arrivati a quota 1500 km di viaggio e, devo dire, il rodaggio rude le sta facendo bene: ora può raggiungere anche i 145 orari. Per la cronaca, la velocità massima raggiunta sfruttando una bella lunga discesa è stata di 168 km/h. Puntiamo a toccare i 180 quando arriveremo alle discese del Pamir!
Per il resto è comoda, funziona bene, contiene noi e tutti i nostri bagagli e le vogliamo bene perché ci porterà a Ulaan Bataar.

 

Come ci muoveremo nei prossimi giorni?
Stamattina siamo partiti alle sei per tornare a Vienna. Abbiamo ritirato i passaporti in consolato tagiko: fighissimo, in 5 minuti abbiamo risolto tutti i problemi burocratici che ci erano rimasti!
La nostra intenzione era, quindi, di ritirare il passaporto completo di visti e farci una lunga tirata fino a Donetsk, in fondo all’Ucraina. In modo da bruciarci un’area che non ci interessa per nulla e avere più tempo per deserti e tetti del mondo. Perfetto.
Ora però stavo controllando i visti e mi sono reso conto che quelli per Kazakistan e Uzbekistan partono dal 20 luglio! Tra quattro giorni!!!
Domattina decidiamo se provarci comunque, con l’altissima probabilità di venir rimbalzati alla frontiera oppure cambiare rotta. Potremmo proseguire per la Russia ed entrare dal nord del Kazakistan oppure potremmo tornare all’idea di passare da sotto girando attorno al mar Nero con Turchia, Georgia e poi Russia. Boh.

 

Alessandro Roth

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