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La Siberia si è rivelata uguale a quella che abbiamo nel nostro immaginario collettivo: una regione enorme, vuota e inutile! Una volta partiti da Irkutsk quello che abbiamo incontrato per circa 5000 km è stato il nulla totale circondato da boschi di pini e betulle. Abbiamo guidato dalla mattina alla sera per circa 800-1000 km al giorno, fermandoci solo per mangiare e per dormire. Sicuramente bisogna dare merito alla nostra 2008 per il comfort di guida: nonostante passassimo in macchina circa 12 ore al giorno nessuno di noi ha sofferto di mal di schiena o altri disturbi dovuti alla postura; questo direi che è un lato estremamente positivo perché altrimenti il viaggio sarebbe stato ancora più massacrante!
La strada è sempre stata molto dissestata: buche, dossi, rattoppi, interruzioni con sterrati…. più che la strada principale di attraversamento di un intero Paese sembrava una stradina di campagna. Ovviamente sempre a singola corsia, cosicché si è costretti a fare mille peripezie per superare i numerosissimi camion che ti si parano davanti.

L’unica città degna di nota è stata Kazan, dove abbiamo trascorso nottata e mattinata a fare un po’ i turisti perché ne valeva la pena. La nostra ignoranza ci faceva supporre che di Cremlino ce ne fosse uno solo: quello a Mosca. Invece abbiamo scoperto che ce n’è un altro proprio qui a Kazan e non sembra avere nulla da invidiare a suo fratello maggiore. Il Cremlino in sostanza è un complesso di edifici di prestigio racchiusi da mura fortificate: qui ha sede il governo della regione, un museo di storia, una torre pendente, una basilica cristiana e soprattutto una moschea, che illuminata di notte è davvero meravigliosa. Bianchissima, con delle vetrate verde smeraldo, spicca sulla città con le sue torri sottili e affusolate e risplende al centro del complesso come una luna piena in un cielo notturno senza nubi.

Dopo una mattinata di visita a Kazan riprendiamo il viaggio verso ovest: la strada migliora un pochino ma il traffico si intensifica man mano che procediamo. Con pazienza e perseveranza in una settimana abbiamo attraversato praticamente mezza Asia, costeggiando il confine con il Kazakistan e puntando dritti verso la nostra meta più importante, il cuore della Madre Russia: Mosca!

L’impatto con questa splendida città è pazzesco: da una Russia arretrata, semplice e povera passiamo in un lampo a una Russia lussureggiante, da nababbi, ricca fuori misura. Qui le macchine che si vedono sono quasi tutte di categoria superiore e alcune sfoggiano look da tuning stile fast&furious. Arrivando in città di sera ci becchiamo addirittura un BMW completamente placcato oro!! Una pacchianata che nemmeno a Dubai…
Anche qui, come nel resto della Russia, sembra che il piratismo stradale sia quasi tollerato: al verde dei semafori non è raro beccarsi delle sgommate e delle accelerazioni da 0 a 100 in cinque secondi oppure moto che impennano e sfrecciano ai 120 km/h in pieno centro con i pedoni che rischiano di essere stirati ad ogni attraversamento.
Anche senza impennate comunque la nostra macchina sembra destare parecchio interesse, anche perché è l’unica auto impolverata di Mosca! Abbiamo deciso di non lavarla (almeno l’esterno) e di arrivare in Italia portandoci con noi tutta la polvere del viaggio, un po’ come se fosse il nostro trofeo, una sorta di tatuaggio marcato nella carrozzeria ed esposto con orgoglio ad indicare i nostri sforzi tra guadi e sterrati.

Mosca è, secondo la nostra guida, la città con gli hotel più cari del mondo, ed è vero. Noi però, affidandoci a Trip Advisor, riusciamo miracolosamente a trovare un hotel economico e molto carino in pieno centro, vicinissimo al Cremlino!!
Restiamo in città un paio di giorni per approfittare e goderci questa splendida capitale, che è davvero ricca di attrazioni e monumenti. Noi comunque, non essendo qui a fare i turisti, non possiamo permetterci di visitarla tutta e ci tocca quindi scegliere accuratamente. Decidiamo innanzitutto di visitare ovviamente la Piazza Rossa e la Basilica di San Basilio, l’icona di Mosca. La piazza è davvero meravigliosa e la Basilica, con le sue torri appuntite e colorate, sembra uscita da un libro di favole per bambini. All’interno è piena di cunicoli e piccole stanze tutte decorate con iconografie cristiane classiche. E’ sicuramente bellissima, ma sinceramente, tra le due, a noi è piaciuta di più la sua antagonista: la moschea di Kazan!!

Al centro delle mura che costeggiano la piazza rossa c’è il mausoleo con la salma di Lenin, ma non riusciamo a visitarla per l’eccessiva coda che ci avrebbe rubato troppo tempo.
Nel pomeriggio decidiamo di separarci: Martina visita il quartiere di Arbat, dove nel XIX secolo vivevano tutti gli intellettuali ed i letterati russi. Ciò che rimane oggi è un lungo viale pedonale pieno di negozi di souvenir e artisti di strada, il tutto è decisamente molto kitch.
Io (Simone) e Laurent visitiamo il museo del Cosmonauta, un bellissimo edificio sotterraneo dove sono custoditi più di 80.000 reperti delle spedizioni spaziali russe. All’interno del museo si respira aria di storia, scienza e tecnologia: ci sono i primi moduli spaziali risalenti al 1957, i cani imbalsamati delle spedizioni sperimentali, le tute da astronauta, i reattori dei razzi, ogni sorta di oggetto e strumento usato durante 50 anni di storia di esplorazioni. Rimaniamo piacevolmente impressionati!!

Il giorno dopo Laurent, durante le sue sessioni di corsa mattutine, incontra le atlete italiane impegnate nei Mondiali di Atletica, che si svolgono proprio in questi giorni a Mosca. Si dimostrano gentilissime e ci invitano a passare la serata a Casa Italia, il loro quartier generale culinario allestito per l’occasione in una specie di ristorante-barcone ormeggiato sul fiume.
L’atmosfera a Casa Italia è proprio quella…di casa! Dopo i pessimi pasti da camionisti finalmente possiamo goderci una buona cena: pasta al dente, carne cotta al punto giusto, caffè espresso: sembra di essere in un sogno! Le atlete italiane ci raccontano un po’ com’è andata la loro avventura in questo mondiale e ci fanno gli auguri per il nostro viaggio.

Purtroppo non riusciamo a visitare altre cose a Mosca perché il nostro visto scade a mezzanotte e da quello che abbiamo capito questi russi non scherzano affatto. Ci viene raccontato dai dirigenti sportivi della nazionale che un loro collega a cui hanno spostato il volo di qualche ora è finito in carcere perché si è presentato alla dogana 10 minuti dopo la scadenza del visto ed è dovuta intervenire l’ambasciata… Visto che ci aspettano ancora 800 km al confine è meglio non rischiare: bagagli in macchina, passaporto in mano, si riparte di corsa verso la Lettonia!

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