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Dopo un notte trascorsa in uno dei peggiori hotel di Ulan Ude – camere grandi come loculi e acqua fredda in doccia – partiamo verso la nostra prossima meta: Irkutsk.
Durante il tragitto costeggiamo il lago Baikal: il più profondo lago al mondo, talmente pulito da essere potabile!! Ai bordi della strada ogni tanto incontriamo qualche babushka intenta a vendere i prodotti del suo orto, funghi o frutti di bosco. Sulle carreggiate sfrecciano a tutta birra migliaia di camion, i nostri veri compagni di viaggio da quando siamo entrati in Russia. Ce ne sono talmente tanti che è quasi obbligatorio avere una guida sportiva e superarli per sostenere una media decente, altrimenti se si dovessero rispettare i limiti e le strisce per terra (quando ci sono) ci si metterebbe i triplo del tempo. Noi, devo dire, abbiamo una guida sportiva ma sempre prudente. Inutile negare che i limiti di velocità non li rispettiamo più di tanto (tranne nei centri abitati dove rallentiamo ai 50 km/h). Il computer di bordo della nostra 2008 indica che da quando siamo partiti da Ulan Bator abbiamo sostenuto una media di 72 km/h, che su queste strade dissestate e con tutto il traffico cittadino che ci ha rallentato, direi che non è male. Durante le singole tappe negli ultimi giorni siamo riusciti sempre ad ottenere una media di 90 km/h, viaggiando normalmente a 130 km/h. Fino ad ora abbiamo avuto bisogno di pescare dalle taniche di riserva una volta sola, nei pressi del confine mongolo, ma poi i distributori si sono moltiplicati e adesso non abbiamo più problemi di autonomia (che con il pieno, senza contare le due taniche extra sul tetto, è di 500 km).
Bisogna dire che comunque questi russi sono assolutamente folli al volante. Hanno uno stile di guida alla napoletana, sorpassano a destra, a sinistra, sopra, sotto…. in confronto noi siamo dei chierichetti!! Loro sembrano appena usciti da Fast&Furious, ma con dei catorci al posto delle macchine truccate…. i sorpassi sono azzardati non per la velocità, ma per il fatto che non hanno spinta sotto il sedere e quindi per passare un camion rischiano dei gran frontali con le macchine che arrivano sulla carreggiata opposta!! Il premio del mongolino d’oro (anche se siamo in Russia….) se lo aggiudica un tipo che è riuscito a sorpassare utilizzando lo sterrato fuori carreggiata in contromano a 120km/h mentre altre due vetture stavano già sorpassando !! Un pazzo totale…. Praticamente ci siamo trovati di fronte un muro di tre vetture e noi abbiamo cercato di passarci in mezzo… anarchia pura!!

A parte le peripezie al volante il viaggio prosegue senza particolari emozioni… ma ecco l’imprevisto della giornata: Martina al volante! Il cambio della Peugeot viene messo a dura prova, Laurent inizia a mettersi a pregare e Simone acquisisce un espressione terrorizzata! Dopo qualche kilometro e parecchi incidenti sfiorati la decisione è presa: Martina diventa ufficialmente la guida turistica e appende il volante al chiodo!

Con l’adrenalina ancora in corpo arriviamo ad Irktusk . Ci dirigiamo verso l’autofficina della Peugeot (dobbiamo ancora sistemare la molla dell’ammortizzatore) e qui troviamo una squadra di ragazzi che subito si avvicinano a noi e guardano la nostra macchina incuriositi. Un ragazzo si presenta, si chiama Paul e parla inglese. Grazie a lui riusciamo a spiegare ai meccanici i nostri problemi e, non avendo i giusti pezzi di ricambio, all’orizzonte si prospettano principalmente due alternative:
1) Sostituire l’ammortizzatore anteriore destro con uno nuovo di una Peugeot 207 che hanno compatibile con la 2008.
2) cercare di ricostruire in maniera artigianale l’ammortizzatore danneggiato, unendo le parti buone degli ammortizzatori rotti che abbiamo sul tetto.
Optiamo per la 1) e il risultato finale è più che soddisfacente: la macchina è equilibrata, stabile e non ha nessun problema di sterzo. Possiamo finalmente ripartire con l’animo sereno!!

La nostra sfortuna con le strutture alberghiere invece prosegue: a quanto pare, ad Agosto Irktusk è una meta particolarmente apprezzata dai russi, quindi tutti gli alberghi sono pieni. Solamente un ostello ha una camera libera a causa di una disdetta last minute e così decidiamo di andarci subito. Usando il gps raggiungiamo velocemente la via indicata, ma l’ostello non si vede. Martina e Simone scendono dalla macchina e controllano ad uno ad uno i portoni delle case: nulla! Dopo aver passato 15 minuti a vagare come scemi in cerca di un fantasma veniamo salvati da due giovani fighetti russi con la Porsche che ci indicano il portone giusto, assolutamente anonimo, buio, nascosto e senza alcuna insegna.
In questa operazione perdiamo circa due ore, dobbiamo assolutamente migliorare la logistica per trovare le sistemazioni notturne….!!
La mattina ci svegliamo presto e cerchiamo di uscire dalla stanza (unica) dove abbiamo dormito, ma c’è qualcosa che ostruisce il cammino. Un simpatico backpacker ha deciso che il metro quadrato fuori dalla nostra porta è il suo letto e nonostante i nostri spintoni non sembra volersi spostare… Gli camminiamo sopra con tutte le valige (e, incredibile, lui continua a dormire…!!) e iniziamo a guidare verso l’obiettivo della giornata: 1000 km a ovest!

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