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Peupeot 2008 riposa dopo le dure fatiche di una giornata mongola
Peupeot 2008 riposa dopo le dure fatiche di una giornata mongola

Iniziamo subito col dire che siamo arrivati! Siamo arrivati ieri sera alle 22:40, perfettamente in tempo rispetto al programma. Siamo arrivati per primi tra gli equipaggi che hanno scelto la rotta col passaggio in Uzbekistan. Siamo arrivati meno di due giorni e mezzo dopo essere entrati in Mongolia. Tutto ciò, per quanto fuori dallo spirito non competitivo del Mongol Rally, è motivo di grande soddisfazione.
Gli ultimi quattro giorni sono stati particolarmente intensi e impegnativi. Difficili da sintetizzare in un post, ma che rimarranno a lungo vivi nella nostra memoria.
Dopo il giorno e mezzo perso per risolvere il problema di “clandestinità” kazako avevamo dei tempi tiratissimi per raggiungere Ulaan Baatar in tempo per la consegna della 2008 al team Icarus e per il nostro volo di rientro previsto per il 6 agosto. Siamo entrati in Russia nel primo pomeriggio del primo di agosto e a quel punto è iniziata l’ultima lunga corsa verso il nostro obiettivo. Dopo il tramonto abbiamo incominciato ad inerpicarci sulle montagne russe, procedendo un po’ alla cieca e con qualche dubbio circa la correttezza della rotta, siamo andati avanti tutta la notte passando da minacciose strade sterrate a splendide strade asfaltate del tratto finale sui monti Altai che ci hanno portato all’alba sull’altopiano di 2400 metri prima del confine mongolo-russo.
Arrivati con la dogana ancora chiusa abbiamo aspettato di poter sbrigare le veloci pratiche di uscita prima di affrontare i 30 km che ci separavano dalla temutissima dogana mongola. Dogana che abbiamo invece superato senza alcun problema, con tutti i doganieri che parlavano inglese e che dopo meno di un’ora ci hanno permesso di entrare in Mongolia.
Da lì sono iniziati due giorni e mezzo intensissimi. Il pomeriggio di quel giorno è stato speso per superare il primo passo di montagna guadando un paio di fiumi, evitando massi e buche e superando lungo la strada tre o quattro equipaggi del Mongol Rally. Siamo arrivati a valle al tramonto, giusto in tempo per accamparci per mangiare e dormire in compagnia di una fastidiosissima comunità di zanzare.
Il mattino successivo siamo partiti all’alba e abbiamo corso tutto il giorno nel deserto per togliere più chilometri possibili alla strada che ci rimaneva da fare, a quel punto erano circa 1500 km. Alla fine abbiamo percorso 450 km attraverso il deserto del Gobi cercando continuamente di trovare, tra le decine possibili, la traccia più pulita e meno dissestata da percorrere per la salute delle nostre schiene e per salvaguardare la meccanica della nostra fedele compagna di viaggio. Dopo una breve sosta nel paese di Altai, dove un benzinaio locale ci ha rassicurati dicendo che il peggio era ormai passato e che dei 1.000 km rimanenti solo 400 sarebbero stati di sterrato su per i monti, ci siamo accampati al tramonto in cima ad una collina che dominava un paesaggio spettacolare. Sinuosi colli verdeggianti, illuminati dalla luce radente del tramonto, nel silenzio assoluto… la pace. Eravamo ormai consapevoli che l’obiettivo era alla nostra portata, esausti per le tre settimane di viaggio e per la corsa degli ultimi giorni ma soddisfatti per essere prossimi al traguardo.

Peupeot 2008 riposa dopo le dure fatiche di una giornata mongola
Peupeot 2008 riposa dopo le dure fatiche di una giornata mongola

E così è stato, il giorno dopo nuova partenza all’alba. Abbiamo viaggiato tutto il giorno, ritrovando finalmente alcuni tratti di asfalto seppur alternati dagli ormai familiari percorsi di sterrato, procedendo alla cieca e spesso avendo come unico riferimento il sole, sbagliando rotta ma in questo modo tagliando la “strada” di una cinquantina di chilometri e addirittura trovando un ponte per passare un fiume quando la rotta “ufficiale” avrebbe richiesto il guado di un grande fiume possibile solo se trainati da camion… verso il tramonto, quando ormai soltanto 200 km ci separavano dalla linea di arrivo, siamo stati investiti dal primo acquazzone del viaggio e dopo l’acqua, come in un disegno superiore è apparso uno splendido arcobaleno… magia! Ce l’avevamo fatta. Stanchissimi ci siamo infilati nel traffico caotico della città e alle 22:40 abbiamo parcheggiato la nostra 2008 in perfette condizioni, forse un po’ sporca per le avventure vissute nel corso delle ultime tre settimane ma pronta per il lungo viaggio di ritorno a casa con il team Icarus.

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