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Passiamo il confine russo nel tardo pomeriggio di giovedì, alla frontiera i poliziotti si sono rivelati inaspettatamente amichevoli e disponibili, due domande, quattro “chiacchiere” e finite le formalità burocratiche alzano l’ultima sbarra e, con un “good luck”, ci lasciano proseguire per la nostra lunga strada.
Dopo circa un’ora di strada scorgiamo, dall’alto di una collina, enormi navi che risalgono il Don. E lo stesso ci si para improvvisamente davanti poco dopo mentre percorriamo una tortuosa strada circondata da boscaglia. Attraversiamo il fiume imbarcandoci su una chiatta dove gli adesivi Top Gear ci rendono subito protagonisti della traversata attirando la curiosità degli entusiasti compagni di navigazione.
Una volta sbarcati è ormai buio e procediamo velocemente lungo strade infinite dritte come una spada. È ormai tarda notte quando giungiamo nell’orribile Zimovniki, dove troviamo da dormire in una casa container.

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