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Ci riaffacciamo solo ora nel darvi aggiornamenti circa la nostra avventura per una valida ragione. Nelle ultime 39 ore abbiamo fatto una ed una sola cosa: guidare.

Ci siamo lasciati con le prime note della festa in costume al castello di Klenova in Repubblica Ceca subito dopo la registrazione e la punzonatura dei veicoli ricordate?

Il castello è situato nel bel mezzo di una foresta di non semplice accesso, proprio sulla cima di una collina. Immediatamente sotto le piazzole di sosta per i team ricavate attorno ad un compound militare sovietico abbandonato risalente alla guerra fredda e che serve da base per l’organizzazione.

Ebbene, purtroppo dobbiamo confessarvi che la partecipazione al party è risultata essere piuttosto scarsa. Forse gli equipaggi erano troppo persi nei propri pensieri, ma quasi tutti hanno preferito rimanere in disparte, studiando le mappe fino a consumarsi gli occhi e preparandosi per la partenza. Peccato, sarebbe stata una bella occasione per confrontarsi con gli altri team e capire quali ragioni li hanno portati ad affrontare questa sfida.

Fatto sta che trovandoci di fronte ad un cortile del castello adibito a pista da ballo praticamente vuoto qualcosa in noi è scattato. In quel momento un’idea si è fatta strada all’unisono nelle nostre menti. Come se ciascuno di noi, ancor prima di proferire parola, avesse saputo ciò che gli altri avevano in mente, ci siamo lentamente mossi verso la nostra 208 parcheggiata già col muso verso l’arco di partenza e quindi la Mongolia.

La decisione è stata quella di creare una sfida nella sfida: effettuare un raid da Monaco di Baviera a Istanbul senza soste per giungere immediatamente nel cuore della nostra impresa. Per giungere immediatamente in quei luoghi che tenevano lontane le menti degli equipaggi durante il party e che il cui pensiero non permetteva di godersi il momento.

2000 km d’un fiato per arrivare alle porte dell’Asia, per lasciarsi alle spalle un continente e lanciarsi a capofitto in un altro. Con un senso di tristezza nella consapevolezza di non potersi fermare in tutti i paesi attraversati e di quante cose bellissime si sarebbero perse, ma al contempo con un certo sollievo nel pensare al tempo risparmiato, da investire nella parte principale del viaggio.

Così siamo partiti a sera ormai avanzata, guidando tutta notte e il giorno successivo fermandoci solo per darci il cambio. A rotazione uno di noi alla guida, il secondo come navigatore e il terzo a riposarsi steso sui sedili posteriori. 39 ore in totale attraverso Germania, Repubblica Ceca, Austria, un pizzico di Slovenia e da ovest ad est la Serbia e la Bulgaria con un solo obiettivo: Istanbul.

Con in mente la cupola della moschea blu specchiata nel Bosforo come traguardo e da lì l’Asia.

E’ stato un raid durissimo, le ore sono passate una dopo l’altra prosciugando ogni nostra energia, ma ce l’abbiamo fatta!!! Noi e la nostra 208 abbiamo completato una sfida nella sfida: il raid Monaco di Baviera – Istanbul.

Domani ci fermeremo a Istanbul per visitare la città e riprenderemo il cammino giovedì mattina di buon’ora direzione confine con la Georgia.

Peugeot 208 – Primo tramonto in Turchia

4 COMMENTI

    • Ciao Matteo, ti rispondo da un hotel di portuali a Batum in Georgia, non essendoci alcun percorso prestabilito (è un raid più che un rally) gli equipaggi possono partire quando vogliono. Noi nello specifico siamo partiti durante la festa perchè era meno spettacolare di quanto ci aspettavamo, ma alcuni team erano partiti già nel primo pomeriggio immediatamente dopo la punzonatura. Mi raccomando continua a seguirci e per qualsiasi domanda noi siamo (connessione permettendo) qui.

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