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Intervento veloce: siamo sulla linea di partenza per il vastissimo Kazakistan nel quale ci auguriamo di entrare domani mattina all’alba.

Oggi abbiamo raggiunto Tashkent, capitale uzbeka e città purtroppo senza l’incredibile fascino di Samarcanda e Bukhara. Siamo comunque riusciti ad immergerci un pò nella cultura del luogo trovando alloggio in uno dei quartieri residenziali della città e cenando in uno dei ristoranti popolari più famosi della città.

La polizia uzbeka è decisamente più conciliante e corretta di altre trovate lungo il nostro viaggio. I controlli sono comunque frequenti, ma dati più dalla curiosità che da altro. Oggi un ufficiale ad una stazione di blocco (ce n’è una praticamente in ogni città, costruita in mezzo alla strada principale con dissuasori fissi e transenne per incanalare il traffico) si è fissato con la radio touch screen e ci ha imposto di alzare il volume al massimo per verificarne la potenza.

Dopo minuti di rimbombo, forse accorgendosi dei nostri sguardi sempre più interrogativi, con un’espressione soddisfatta ci ha permesso di riportare il volume a livelli normali e, riconsegnandoci i passaporti, di proseguire.

Si conferma invece quella che ormai consideriamo la maledizione del plov. Il plov è il piatto nazionale uzbeko (una specie di riso pilaf molto più condito) che, per una serie di coincidenze sfavorevoli, non siamo ancora riusciti ad assaggiare. Questa sera sembrava la volta buona salvo scoprire, ormai seduti tavola, che era appena finito… e questo nel ristorante in teoria famoso proprio per la preparazione di quel piatto!!!

A questo punto non ci resta che farci dare da qualcuno del luogo la ricetta esatta e cimentarci ai fornelli una volta tornati in Italia.

Infatti domani mattina all’alba ci presenteremo in frontiera per lasciare l’Uzbekistan e passare in Kazakistan. Da quel momento ci aspettano tappe forzate molto lunghe (ci auguriamo di tenere una media di 800km al giorno per i prossimi 3 o 4 giorni guidando dall’alba fino almeno al calare del sole).

Pur essendo in linea con la tabella di marcia (in realtà viaggiamo già con un giorno di anticipo) stiamo cercando di racimolare ancora uno o due giorni aggiuntivi da spendere in Mongolia, la vera destinazione del nostro lungo viaggio e la parte sicuramente più emozionante (migliaia di km di sterrato, guadi, sabbia e nessuna strada neppure accennata, solo piste tracciate dai pochi veicoli che transitano per la vasta steppa).

Per fare questo tuttavia è necessario uno sforzo considerevole, il Kazakistan infatti è il nono paese al mondo per dimensione e abbiamo più di 2000 km da percorrere su strade forse un filo migliori di quelle trovate nei due precedenti “stan” (Turkmenistan e Uzbekistan), ma di certo non adatte a tali tratte.

Siamo sulla linea di partenza per il Kazakistan, domani il via e speriamo entro tre giorni la bandiera a scacchi!!!

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