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Come ormai è tradizione, Peugeot è presente ad AutoMoto d’Epoca di Padova con significativi «pezzi» della sua ultracentenaria storia.Quest’anno il Leone racconta la sua epopea sportiva nei grandi Rally Raid che vivono oggi una nuova primavera con la Peugeot 2008 DKR: dopo una partecipazione di apprendistato alla Dakar 2015, quest’anno la nuova Peugeot 2008 DKR16 si appresta alla nuova impresa. Carreggiate allargate, passo più lungo, sbalzi anteriori e posteriori ulteriormente ridotti: queste le novità più evidenti dettate dall’esperienza 2015. 350 cavalli sotto la carrozzeria in carbonio e sospensioni riviste con nuovi cerchi in magnesio serviranno per superare
dune di sabbia, piste rocciose e guadi. 2008 DKR16 è l’ultima evoluzione di tanti modelli che hanno fatto la storia dei Rally Raid, cominciata in Africa negli anni Cinquanta e testimoniata sullo stand di Padova attraverso tre vetture rappresentative di tante vittorie: 504 Coupé V6 del 1978, 205 T16 Grand Raid del 1987, 405 T16 Grand Raid del 1988.

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La storia sportiva di Peugeot nel secondo dopoguerra nasce in Africa, sulle sue strade bianche che all’improvviso diventano piste sassose, per poi trasformarsi in sabbia impalpabile che mette a dura prova ogni organo meccanico.
Tutto ha inizio nella seconda metà degli anni Cinquanta quando l’importatore Peugeot in Kenya, la Marshall Ldt, decide di iscrivere, a titolo strettamente personale, alle competizioni africane prima delle 203, poi delle 403, una delle quali sale sul podio del Rally del Kenya del 1958.

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La svolta decisiva è del 1961, con l’arrivo della 404 che conquista subito il secondo e quarto posto all’East African Safari, ma sarà a partire dal 1963 che questa vettura sarà soprannominata Regina d’Africa, titolo consolidato con le perentorie vittorie all’East African Safari del 1966, 1967 (dove anche la piccola 204 si aggiudica la propria classe) e 1968.
Nel frattempo i raid africani si moltiplicano – Costa d’Avorio (Bandama), Marocco, … – e, con l’impegno ufficiale del Marchio, l’Africa ha una nuova Regina: è la 504 berlina che nel 1975 vince i più importanti rally-raid: Safari Rally, Rallye du Maroc e Bandama.
All’inizio 1976 arriva la 504 Coupé V6 da 240 CV ed è di nuovo successo, come al Rallye du Bandama di quell’anno: partono in 51, arrivano in otto. Le prime cinque sono Peugeot 504, sul gradino più alto del podio la 504 Coupé, quella di Timo Mäkinen ed Henry Liddon.

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Con l’esclusione del Gruppo B dal Campionato del Mondo Rally, Peugeot decide di ritornare in Africa per rinverdire la nomea di Regina d’Africa con la partecipazione alla Parigi-Dakar, la competizione mediaticamente più seguita, utilizzando come base la 205 Turbo 16 vincitrice del mondiale rally nel 1985 e 1986. Nasce così la versione 205 T16
Grand-Raid. Alla partenza dell’edizione 1987 Peugeot ne schiera tre esemplari. Vince quella con il numero di telaio C222, numero di gara 205, pilotata dal campione Ari Vatanen. Oggi quella vettura è esposta al Museo di Sochaux.

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La 205 T16 Grand-Raid vince in seguito l’edizione 1988 della Parigi-Dakar. La vettura esposta sullo stand è la 205 T16 Grand-Raid telaio C226, con cui Ari Vatanen vinse il Rally dei Faraoni (Egitto) nel 1987. 4 ruote motrici, motore 4 cilindri in linea turbo in posizione centrale posteriore, 1775 cm3, 360 cavalli a 8500 giri, 4 valvole per cilindro, 2 alberi a camme in testa, cambio a 6 rapporti. Alla Parigi – Dakar del 1988, accanto a due ormai collaudate 205 T16 Grand-Raid, Peugeot schiera due nuove 405 T16 Grand-Raid derivate dalla 405 Berlina eletta Auto dell’anno 1988.

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Sono vetture ancora in fase di sviluppo tecnico ma che sono protagoniste di un misterioso giallo mai risolto: mentre era in testa alla classifica, la 405 T16 Grand-Raid di Vatanen viene rubata in pieno deserto. Comunque, un buon esordio comunque per il primo anno.
Nel 1989 la formula di due 205 T16 Grand-Raid (con Wambergue e Frequelin alla guida) e due 405 T16 Grand-Raid (con Ari Vatanen e Jacky Ickx) viene ripetuta.
Le due vetture sono in testa e stanno raggiungendo il traguardo quando il direttore sportivo Jean Todt è costretto a usare una moneta da 10 Franchi per decidere chi dovrà tagliare il traguardo per primo: sarà Ari Vatanen con la sua numero 204, seguìto dalla numero 206 di Jacky Ickx. La 405 T16 Grand-Raid si aggiudicherà la Parigi-Dakar anche nel 1990.

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