CONDIVIDI

E’ scomparso Sergio Pininfarina, uno dei nomi che ha fatto la storia dell’automobile…e un po’ anche la storia di Peugeot attraverso esemplari peculiari e di grande successo.Il primo incontro fra Peugeot e Pininfarina avviene nel 1951, quando il Leone acquista dal celebre designer un prototipo che, dopo vari adattamenti, si trasforma nella 403 berlina che molti di voi ricorderanno in versione cabriolet come l’auto del Tenente Colombo. La berlina Peugeot 403, commercializzata a partire dal 1955, è il primo grande successo di Peugeot tanto da superare il milione di esemplari.
Alla 403 segue una lunga lista di automobili Peugeot nate a firma Pininfarina: 404, 204 berlina e station wagon, 504 coupé e cabriolet, 104, 604, 505, 305, 205 cabriolet, 306 cabriolet e infine 406, ultimo modello nato da questa lunga e proficua collaborazione entrata ormai nella Storia dell’auto.

Grazie Sergio.

406 Coupé Car Design Award
Peugeot 403 prototipo Pininfarina
Peugeot 406 Coupé
Peugeot 406 Coupé

 

UN COMMENTO

  1. Un grosso pezzo della storia automobilistica del nostro Paese che ci lascia. Ecco un anedotto uscito su La Stampa:

    “Sergio Pininfarina aveva 25 anni quando nel maggio del 1951 fece un viaggio con il padre fino a Tortona per pranzare in una vecchia trattoria con Enzo Ferrari.

    Era il primo incontro tra i due giganti della storia dell’automobile: erano già così consapevoli e orgogliosi di esserlo che nessuno dei due aveva voluto fare il primo passo per avvicinare l’altro. Fu Sergio a lavorare di nascosto, con l’aiuto di un amico pilota, perché il colloquio avvenisse. A metà strada tra Modena e Torino, come se si trattasse di un accordo diplomatico tra due superpotenze, nel quale ha sempre un significato anche il luogo neutrale della firma.

    Enzo Ferrari amava ripetere che l’auto più bella è quella che vince, ma era solo una facile battuta per i titoli dei giornali. In realtà ne voleva una che fosse vestita «come una donna affascinante e famosa da un couturier di classe mondiale». E Pininfarina, per quel genere di vestiti, era il sarto migliore. Si intesero subito, perché parlavano lo stesso linguaggio da officina: uno descriveva telaio e motore, l’altro capiva tutto e già immaginava il corpo che poteva contenerli. Tornando a casa sulla Lancia Aurelia B20 che avevano scelto per il viaggio, Pinin disse al figlio: «Bene, abbiamo un nuovo cliente e sarà una esperienza molto stimolante. Voglio che della Ferrari te ne occupi tu». Sergio Pininfarina ha ricordato quel momento per tutta la vita. Si era appena laureato al Politecnico e quella decisione valeva come una seconda laurea, un riconoscimento tanto più prezioso perché veniva «da un maestro che voleva ottenere il massimo dai suoi e più amava qualcuno e più era severo».

LASCIA UN COMMENTO